VENEZIA Un appello a Francois Pinault affinché rimetta al suo posto l'orologio di Punta della Dogana. L'originale non si trova più, sparito da qualche decennio e finito chissà in quale deposito o cantiere. Così Giamberto Seibezzi, socio fondatore della Settemari, ha pensato di rivolgersi insieme ad alcuni appassionati direttamente al finanziere francese che ha ottenuto in concessione il Museo di Punta della Dogana. «Negli anni Trenta di orologi pubblici in città ce n'erano decine», racconta, «scandivano la nostra vita e avevano anche una funzione di grande utilità. Via via sono stati dismessi e tolti. Mio padre Romeo faceva il gondoliere e mi ha lasciato una grande fotografia dove sopra le colonne di Punta della Dogana campeggia il grande orologio». Adesso l'orologio non c'è più. E il comitato di appassionati presieduto da Seibezzi ha deciso di chiamare in causa il miliardario francese. «Solo lui può aiutarci», dice, «e problemi non ce ne saranno nemmeno con la Soprintendenza, credo, visto che in quel luogo l'orologio c'è sempre stato».(a.v.)
VENEZIA - Appello a Pinault per l'orologio della Dogana
VENEZIA Un appello a Francois Pinault affinché rimetta al suo posto l'orologio di Punta della Dogana. L'originale non si trova più, sparito da qualche decennio e finito chissà in quale deposito o cantiere. Così Giamberto Seibezzi, socio fondatore della Settemari, ha pensato di rivolgersi insieme ad alcuni appassionati direttamente al finanziere francese che ha ottenuto in concessione il Museo di Punta della Dogana. Negli anni Trenta di orologi pubblici in città ce n'erano decine, racconta, scandivano la nostra vita e avevano anche una funzione di grande utilità. Via via sono stati dismessi e tolti. Mio padre Romeo faceva il gondoliere e mi ha lasciato una grande fotografia dove sopra le colonne di Punta della Dogana campeggia il grande orologio. Adesso l'orologio non c'è più. E il comitato di appassionati presieduto da Seibezzi ha deciso di chiamare in causa il miliardario francese. Solo lui può aiutarci, dice, e problemi non ce ne saranno nemmeno con la Soprintendenza, credo, visto che in quel luogo l'orologio c'è sempre stato.(a.v.
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