Ci sarà anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a «battezzare» il convegno internazionale promosso dalla Fondazione Musei Civici che si terrà lunedì prossimo a Palazzo Ducale dal titolo "Beni Culturali: le eccellenze internazionali e la scommessa italiana" che vadrà il confronto tra direttori di grandi musei stranieri e italiani a poche settimane dalla riforma del sistema dei beni culturali in Italia voluta proprio dal ministro. Una riforma che "isolerà" e darà autonomia a venti musei italiani - tra cui le Gallerie dell'Accademia - che potrebbero avere anche un direttore manager preso dall'esterno (e per la direzione delle Gallerie dell'Accademia, ha tra l'altro già avanzato la sua candidatura anche Vittorio Sgarbi). Un programma denso che vedrà l'intervento di direttori di musei - tra questi Michail Piotrovsky, direttore dell'Ermitage di San Pietroburgo, Martin Roth, direttore del Victoria Albert Museum di Londra e Gabriele Finaldi, direttore aggiunto del Museo del Prado di Madrid - soprintendenti e rappresentanti di alcune delle più prestigiose istituzioni culturali a livello internazionale, chiamati ad affrontare un problema sempre più importante per lo sviluppo dei Paesi come appunto quello della gestione dei beni culturali anche attraverso i musei. Particolarmente atteso, in questo senso, sarà proprio l'intervento del ministro Franceschini, che dovràchiarire tempi e passaggi successivi della sua riforma che prevede tra l'altro l'accorpamento di numerose soprintendenze. Ci sarà, a questo proposito, tra i relatori, anche il soprintendente del polo museale fiorentino, Cristina Acidini, che ha dato le dimissioni dal suo incarico proprio in polemica con gli effetti della riforma Franceschini e il presidente della Biennale Paolo Baratta.