PORTOFERRAIO «Il Comune di Portoferraio ha presentato le osservazioni al piano paesaggistico della Regione, ma non le pubblica». A denunciarlo è Legambiente. L'associazione ambientalista chiede formalmente al primo cittadino di Portoferraio di «integrare la delibera in pubblicazione del citato documento e di comunicare all'associazione l'avvenuta pubblicazione». Cosa è quindi successo? La giunta Ferrari ha approvato un documento contente le osservazioni al "piano paesaggistico" adottato dalla Regione Toscana il 2 luglio 2014. «Il documento approvato dalla giunta di centrodestra portoferraiese puntualizza il portavoce del Cigno Verde - sarebbe quello formulato della conferenza dei sindaci dell'Isola d'Elba ed elaborato anche con il supporto dei tecnici comunali e dei rappresentanti degli ordini professionali, molto critici e spesso con motivazioni poco comprensibili, al Piano Paesaggistico». L'adozione della delibera da parte della Giunta Portoferraiese è avvenuta, come per gran parte degli altri 7 Comuni elbani, negli ultimi giorni utili per poterlo fare, «senza alcuna consultazione pubblica di altri che non fossero le categorie professionali ed economiche che hanno dimostrato un interesse a proseguire nell'intensa cementificazione dell'Elba nell'ultimo trentennio, avvenuta spesso ignorando o "interpretando" i vincoli già esistenti e che il piano paesaggistico ha il "difetto" di rendere leggibili e per questo non più facilmente aggirabili». La Regione Toscana è stata l'unica a organizzare attraverso l'assessore Anna Marson un'iniziativa pubblica all'Elba che ha dimostrato l'inconsistenza di molte critiche, «dovute o a scarsa conoscenza dicono da Legambiente o alla nostalgia di leggi urbanistiche ottime ad una prima lettura, ma dotate di comodi "buchi" e scappatoie burocratiche per aggirare le prescrizioni con varianti e variantine e "de-regolamenti". E' anche abbastanza strano continua Legambiente - che forze politiche, categorie e ordini professionali che hanno taciuto di fronte a 8 piani strutturali che, messi insieme, avrebbero scaricato sull'Elba altri 3 milioni di metri cubi di nuove seconde, terze e quarte case, residence e falsi Peep, oggi siano invece molto loquaci e critici contro un piano che, chiarendo quali sono i vincoli già esistenti e le invarianti da rispettare, punta a salvaguardare paesaggio e territorio».