SI APRE la caccia al nuovo direttore del Museo di arte orientale. Un cambio di programma: «Si pensava di nominare la nuova direzione il prossimo anno. Invece si è andati molto più veloci del previsto, anticiperemo il bando entro l'anno», dichiarava ieri la presidente della fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni. Un cambio di programma, a nemmeno sette mesi dall'accordo con il Museo delle culture di Lugano. Al direttore della collezione svizzera, Francesco Paolo Campione, era stato affidato, con una consulenza triennale da 66mila euro l'anno, il compito di riorganizzare il museo di via San Domenico, dopo il pensionamento del professor Franco Ricca. Sembra che quella stagione, che non poche polemiche ha provocato a Palazzo Civico, sia da considerarsi chiusa. Questo ha fatto intendere la direttrice ad interim del Mao, Enrica Pagella, ieri in commissione cultura. Ma in serata la presidente Asproni si è premurata di precisare: «L'accordo prosegue, ma si entra in una seconda fase. La nomina del direttore è stata anticipata proprio su indicazione del professor Campione». Insomma, la collaborazione Torino-Lugano continua, ma in altre forme, con gli scambi di mostre. Ma non con la consulenza. «Se non altro risparmieremo 120mila euro per i prossimi due anni», cantava vittorioso ieri il presidente della commissione cultura, Luca Cassiani. E lo stesso canto ha intonato la Cinque Stelle, Chiara Appendino, che sulla consulenza elvetica era stata critica sin dall'inizio: «Continuo a chiedermi che cosa abbia riguardato e se la certficazione Iso sia stata rilasciata attacca Resta un mistero, se si pensa che quel museo viene chiamato in patria "il museo delle carabattole", ha un bilancio di 27mila euro l'anno e dieci visitatori al giorno. Senza contare che, mentre Torino dava la consulenza a Lugano, Lugano dava un incarico da 41mila euro all'esperto di comunicazione Antonio Scuderi, già consulente della Fondazione per la Cultura». In realtà la consulenza ha prodotto un piano di riorganizzazione del museo, di cui fa parte anche il riallestimento da 80mila euro delle sale al piano terreno per le mostre temporane. Un piano che il consiglio della fondazione non ha ancora esaminato. Ma, assicura Asproni, «lo sarà presto. Il Mao ha cominciato a dare ottimi risultati. E quando arriverà il nuovo direttore andremo avanti su questa strada».
Bando per il Mao adesso si cerca il nuovo direttore
La Fondazione Torino Musei ha anticipato la nomina del nuovo direttore del Museo di arte orientale, a causa di un cambio di programma. La presidente Patrizia Asproni ha dichiarato che il bando sarà lanciato entro l'anno. Il direttore attuale, Francesco Paolo Campione, aveva una consulenza triennale da 66mila euro l'anno per riorganizzare il museo. La collaborazione tra Torino e Lugano continua, ma in altre forme, con gli scambi di mostre. La consulenza è stata critica, e la Fondazione ha risparmiato 120mila euro per i prossimi due anni. La presidente Asproni ha assicurato che il piano di riorganizzazione del museo sarà esaminato presto.
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