ORISTANO Continua il botta e risposta tra la Provincia e la Soprintendenza sulla vicenda dei vincoli che impediscono la demolizione della vecchia casa posta al centro della rotonda, sulla strada Oristano-Torregrande. L'assessore ai Lavori pubblici, Gianni Pia, replica alla nota stampa della Soprintendenza: «Non ha mai parlato, a nessun titolo e per nessun motivo, neppure in linea astratta, di vincoli imposti su quel fabbricato, dal Codice Urbani, in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio, che notoriamente ha un percorso del tutto autonomo e va verificato oggettivamente caso per caso». Pia precisa di aver fatto solo fatto riferimento «ai vincoli imposti dalla Regione, e più in particolare da parte dell'assessorato Enti Locali, il quale, con propria nota del dicembre 2010, che fonda le proprie ragioni in diverse delibere della Giunta Regionale, ha ribadito la necessità del vincolo quinquennale». Secondo Pia «Sorprende e, non poco, che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici, ente dello Stato, che il sottoscritto non ha mai neppure lontanamente chiamato ne in causa ne in discussione, abbia sentito il dovere irrituale di contribuire a determinare ulteriori equivoci, peraltro dichiarando, verosimilmente in una "lettera", mai pervenuta ne al sottoscritto né alla Provincia: "contrariamente a quanto dichiarato dall'assessore" qualunque bene immobile di proprietà pubblica avente un età superiore a 70 anni etc. etc». L'assessore provinciale fa presente alla Soprintendenza «che le procedure inerenti l'espressione di eventuali pareri o autorizzazioni relativi alla eventuale demolizione del casello, sono ben noti all'assessore e soprattutto agli uffici dell'Ente provincia, posto che nell'ambito dell'attività istituzionale, numerose sono state in questi anni le occasioni per le quali sono state avviate specifiche istanze, e numerosi i contatti tra gli uffici ed i servizi coinvolti, ben conoscendo, l'ubicazione di tale Ente di via Cesare Battisti 2, in Cagliari». «Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, meglio noto come Codice Urbani conclude Pia , ha ormai compiuto due lustri di vita, appare quantomeno irrituale, che non meglio precisati funzionari della Soprintendenza, ne rammentino nel caso in questione, attraverso la stampa, gli ambiti operativi, peraltro, ignorando l'intero panorama dei rapporti tra gli Enti che hanno dato luogo alla compravendita dell'immobile e della relativa area di pertinenza, sulla quale, di recente è stata autorizzata dalla Giunta provinciale una nuova campagna di scavi archeologici in località Sa Osa».