"Laurea alla memoria" per Fabio Calleri, il finanziere di 29 anni in servizio presso la caserma della sezione operativa navale di Portoferraio e originario di Augusta (Siracusa) morto per una tragica fatalità a Lacona quest'estate, mentre faceva un tuffo con degli amici sulla spiaggia. Il titolo di dottore glielo ha attribuito il Senato accademico dell'Università Telematica Niccolò Cusano di Roma, che ha consegnato ai familiari la laurea magistrale in Giurisprudenza. Fabio Calleri, che ha abitato a Portoferraio per quattro anni, era già laureato in Scienze Politiche. Del resto Fabio Calleri aveva concluso il ciclo degli esami; gli restava solo la discussione della tesi, che è arrivata ieri, anche se alla memoria. ISOLA D'ELBA La Soprintendenza boccia nove progetti su dieci, paralizzando l'economia elbana. Così associazioni economiche e professionisti elbani protestano con forza ipotizzando anche un ricordo alle vie legali. A scrivere alla stampa sono l'Associazione professionisti elbani, Cna, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti e Faita campeggiatori. «Che all'Isola d'Elba soltanto un parere su dieci sia positivo da parte della Soprintendenza nei confronti di interventi edilizi spesso di modesta entità non è accettabile perché penalizza i cittadini, le imprese e rischia di essere prevaricante anche nei confronti delle stesse Amministrazioni locali nel loro diritto di gestione e pianificazione del territorio». Queste le parole delle associazioni professionali e delle categorie economiche Elbane in una lettera alle Amministrazioni locali dell'isola, alla Provincia e alla Camera di Commercio per sottolineare le problematiche emerse negli ultimi mesi, riguardo ai numerosi pareri negativi e sospensivi pronunciati e trasmessi dalla Soprintendenza di Pisa nei vari comuni elbani. «L'orientamento ostativo, anche nei confronti degli interventi più irrilevanti ai fini paesaggistici, ha assunto infatti un carattere marcatamente preponderante sull'attività della Soprintendenza di Pisa e Livorno, incidendo significativamente sulla vita di un'intera comunità, con inevitabili conseguenze compromissive del patrimonio etno-antropologico, derivanti da probabili abbandoni e dismissioni di beni immobiliari inadeguati e vetusti. A questo si aggiungono i notevoli danni economici arrecati alle imprese elbane che, impossibilitate ad innovare le proprie strutture ed impianti secondo gli attuali canoni di funzionamento, sono destinate a subire un'inevitabile involuzione recessiva, oltre a limitare il già poco lavoro delle imprese del settore costruzioni e lo sviluppo e la riqualificazione delle strutture turistico-ricettive, agricole, artigianali e commerciali. Se questa linea perdurasse, verrebbero messi a rischio anche gli investimenti possibili grazie ad una grande opportunità come il Paes (Piano d'azione per l'energia sostenibile) della Provincia di Livorno». Nella lettera le associazioni hanno chiesto un incontro urgente in primo luogo ai sindaci elbani, annunciando comunque la possibilità di agire in sede legale a tutela degli interessi degli associati.