ROMA-Un presidente della Repubblica attento e pronto a lanciare moniti. Prima a livello nazionale, poi all'Europa. Insomma, ne ha per tutti. E inizia così: "Ci vuole coesione fra tutte le forze vive della nazione". Carlo Azeglio Ciampi coglie da Tivoli l'occasione della riapertura, dopo 10 anni di chiusura al pubblico, di Villa Gregoriana, per ribadire la necessità che tutto il Paese, maggioranza e opposizione, governo centrale e autonomie locali, sistema pubblico e impresa privata, facciano sistema: "Questo - ricorda, sottolineandolo con forza - è quello che io predico oramai da 6 anni in Italia, da una parte all'altra". Rivolgendosi alla platea di rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali -presenti, fra gli altri, il vicepresidente del Senato Domenico Fisichella, i ministri per i Beni culturali Rocco Buttiglione e per le infrastrutture Pietro Lunardi, il governatore del Lazio Piero Marrazzo e il presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra, oltre a imprenditori e banchieri - Ciampi ha elevato a "esempio" l'impegno profuso per giungere alla storica riapertura della Villa Gregoriana di Tivoli. "La parte politica è certamente importante e io non la trascuro - ha premesso il capo dello Stato - ma qua si vedono i frutti di questa coesione tra tutte le forze vive della nazione". Il presidente della Repubblica ricorda, infatti, che "la Regione Lazio con un'amministrazione di un certo colore ha cominciato l'opera e ora un'amministrazione di un altro colore l'ha completata". Il susseguirsi delle maggioranze, per Ciampi, "non deve togliere niente a questa continuità di partecipazione convinta di tutte le istituzioni, interessate a mantenere questa nostra Italia per quel che è". In tal senso, la vicenda amministrativa conclusa con la riapertura al pubblico di Villa Gregoriana è esemplare. "Il patrimonio ambientale e artistico italiano è la forza del nostro Paese - sottolinea ancora Ciampi - in questo, siamo unici al mondo. Su tante altre cose, altri Paesi competono con noi e ci superano anche. Ma per il patrimonio artistico e culturale, nessuno ci supera". Da qui, per il presidente della Repubblica, discende un imperativo categorico. "Abbiamo il diritto-dovere di mantenere questa eredità, che abbiamo ricevuto dal passato, inalterata per le future generazioni" è l'esortazione finale di Carlo Azeglio Ciampi, prima di lasciare Tivoli per far rientro al Quirinale. "Perché una Unione a 25 possa funzionare, è necessario che il nuovo trattato entri in vigore nei tempi prefissati" perché "ogni ritardo sarebbe di danno per ciascun Paese e per l'intera Unione europea". Lo afferma il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in una lettera inviata alla regina dei Paesi Bassi, al Granduca di Lussemburgo, al re dei Belgi, al presidente della Repubblica francese e al presidente della Repubblica federale di Germania. Il testo della lettera è reso noto dall'ufficio stampa della presidenza della Repubblica. Riferendosi poi all'euro "che ha dato stabilità economica e valutaria all'Europa" il capo dello Stato avverte che per generare crescita economica "é urgente provvedere al superamento dell'asimmetria, sempre più stridente, tra il governo della moneta, esercitato unitariamente, e quello dell'economia, insufficientemente coordinato fra i vari governi". Rivolgendosi ai capi di Stato stranieri dei Paesi che hanno dato vita al processo di unificazione europea, Ciampi avverte che sono proprio questi Paesi ad avere «particolari responsabilità in seno all'Unione».«Prima fra tutte, nel momento presente, quella di ricordare ai cittadini europei, soprattutto ai giovani, che la pace di cui l'Europa gode da tre generazioni si deve alla illuminata intuizione di pochi che, già durante l'ultimo orrendo conflitto, capirono che l'Europa poteva salvarsi solo abbandonando i vecchi sistemi delle alleanze e mettendo in atto una progressiva integrazione».