La denuncia dell'associazione Teramo Nostra L'associazione Teramo Nostra più volte in passato ha segnalato il rischio del crollo del tetto della importante e preziosa chiesa di San Giuseppe. «La disattenzione della Sovrintendenza dell'Aquila, avvisata da noi a tempo debito con una missiva all'architetto De Ritis, alla quale non abbiamo mai ricevuto risposta, ha portato inevitabilmente al crollo», denuncia oggi l'associazione. «L'incuria e la non tutela della Sovrintendenza, l'inibizione ai fedeli di fruire del culto del Santo, minaccia la perdita irreparabile dell'importante monumento caro alla comunità per l'arte e la storia che rappresenta». La storia di questa chiesa parte dal XIV secolo, come testimoniato da una lapide incisa che racconta "Il miracolo della fonte", l'edificazione della chiesa e l'importante fontana opera di Luca Di Manoppello. In epoca romana nel sito era collocato il tempio di Venere. La scultura di una Venere vestita e acefala fu rinvenuta in quel punto e conservata dalla famiglia Tulli proprietaria del luogo - i Tulli aderirono alla Repubblica partenopea nel 1799 e furono uccisi nella strage del Borghetto. Il palazzo nobiliare in corso San Giorgio fu devastato dal popolo sanfedista, bruciando documenti scritti e mutilando le opere plastiche ritenute indecenti, così che la statua di Venere, con la sistemazione della villa comunale, fu posta vicino al laghetto e adesso è collocata degnamente all'interno del Museo archeologico. L'imponente altare barocco ligneo rivestito di oro zecchino che incornicia 4 teli sulla storia di Cristo dipinti dal polacco Sebastian Majewski nei primi decenni del XVII secolo. Il soffitto ligneo dipinto con festoni barocchi con al centro il presepe è una caratteristica riscontrabile in poche chiese del territorio. «L'incuria iniziò circa 20 anni fa», racconta l'associazione Teramana, «con l'utilizzo improprio del gruppo catecumenale che ne stravolse l'assetto decorativo introducendo moquette e sedie di plastica, tamponando la cappella di San Giuseppe decorata da Ugo Sforza, e rimuovendo l'altare di San Rocco con la scultura policromata del XIV secolo raffigurante la Madonna della Neve che è stata trasferita nel palazzo vescovile. L'incuria e le gravi manomissioni e stravolgimenti, nonostante le nostre sollecitazioni, ci inducono a proseguire la protesta e a chiedere interventi di consolidamento e di ripristino e non lasciare che il sacro luogo deperisca ancora di più. Per vari secoli la chiesa fu custodita dalla famiglia di Pietro, fino alla fine degli anni Sessanta. Un suo componente, Vincenzo, celebre organaio, aveva la funzione di segretario della Confraternita dei falegnami che aveva sede nella chiesa dedicata al patrono di questi artieri».
TERAMO-Chiesa di San Giuseppe Teramo, allarmi inascoltati, il tetto è crollato
L'associazione Teramo Nostra ha denunciato il crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe a Teramo, attribuendo la responsabilità alla Sovrintendenza dell'Aquila per l'incuria e la non tutela. La chiesa, costruita nel XIV secolo, è stata oggetto di manomissioni e stravolgimenti, tra cui l'introduzione di moquette e sedie di plastica, e la rimozione dell'altare di San Rocco con la scultura policromata del XIV secolo. L'associazione chiede interventi di consolidamento e ripristino per evitare la perdita irreparabile dell'importante monumento caro alla comunità.
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