DOPOuna lunga latitanza, il controverso Papiro di Artemidoro è tornato. Da oggi è esposto nel museo Archeologico, all'inizio del percorso di visita nell'Orangerie. Non sarà dunque collocato all'Egizio, per cui era stato pensato quando, nel 2004, era stato acquistato per più di 2 milioni e mezzo di euro dalla Compagnia di San Paolo. Proprio la fondazione di corso Vittorio ha firmato nel 2010 un comodato con il ministero dei Beni culturali, per concederlo all'Archeologico. Per questo reperto che ha suscitato polemiche e discussioni tra coloro che lo ritengono un documento di inestimabile valore del I secolo dopo Cristo, e quanti invece propendono per l'ipotesi di un falso ottocentesco, è stata studiata una struttura espositiva che pare un'astronave ma anche una grande camera oscura in cui si entra pochi alla volta. All'interno un video ne racconta la storia, riassume le opposte teorie su autenticità e falsità e introduce alla visione. In una stanza attigua il Papiro, inserito tra due spessi vetri e aperto a 180 gradi, avvolto in una luce bassa che non supera i 30 lux, mostra i suoi disegni di animali, reali o immaginari, le teste che ricordano sculture, i disegni di piedi e mani in posizioni diverse, forse esercizi di apprendisti di bottega. Sul recto i resti di cinque colonne di testo in greco e di una carta geografica, il proemio di un autore ignoto e un testo dedicato alla descrizione di parte della penisola iberica, identificato con una porzione dell'opera di Artemidoro di Efeso, vissuto tra II e I secolo avanti Cristo. Ieri mattina la presentazione a Palazzo Chiablese, al tavolo il presidente della Compagnia di San Paolo Luca Remmert, che ha finanziato l'intervento con 340mila euro (altri 50mila sono stati aggiunti dagli uffici del Mibact per lavori di ripristino degli spazi che ospitano il reperto): «Oggi presentiamo il nuovo allestimento del Papiro, che ha suscitato un dibattito intenso: è un altro passo che facciamo all'incato terno del Polo Reale, su cui molto abbiamo investito, e che ora è stato riconosciuto come polo museale. Seguirà l'inaugurazione della Sabauda, quindi ci aspetta un 2015 scintillante». Al suo fianco il direttore regionale Mario Turetta e la soprintendente ai Beni archeologici Egle Micheletto, che ha spiegato: «Nel nostro museo ci sono reperti della collezione Drovetti dell'Egitto greco-romano, quindi questo inserimento ha un senso. Quest'esposizione deve essere visibile a tutti, e non solo alla comunità scientifica. È toc- poi a Gabriella Pantò, che con Silvia Einaudi ha curato il progetto, riassumere la vicenda, da quando il papiro fu esposto per la prima volta a Torino nel 2006, a Palazzo Bricherasio per le Olimpiadi, a oggi: «Allora, quando lo vidi per la prima volta, provai un'emozione grandissima: abbiamo voluto creare lo stesso tipo di emozioni per il pubblico, fornendo un messaggio semplice e non di parte su questo straordinario documento del mondo antico: poi ognuno trarrà le proprie conclusioni».
TORINO - Rinasce Artemidoro il papiro dei misteri oggi all'Archeologico
Il Papiro di Artemidoro è stato riportato in esibizione nel Museo Archeologico di Torino, dopo una lunga latitanza. Il reperto è stato acquistato nel 2004 dalla Compagnia di San Paolo per 2,5 milioni di euro, ma la sua autenticità è stata oggetto di discussioni tra gli studiosi. La struttura espositiva è stata progettata per creare un'atmosfera unica, con un video che racconta la storia del papiro e introduce alla sua visione. Il papiro è stato inserito in una stanza attigua, dove è esposto tra due vetri e in una luce bassa, mostrando i suoi disegni di animali, teste e mani.
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