La scoperta effettuata dagli allievi del corso di archeologia subacquea del Blu Diving Santa Croce. Punta Secca e i suoi fondali. Un forziere che si schiude tra le mani di chi, con pazienza e con lo spirito di chi sa cercare, trova. E' questo il caso dei corsisti Enfaga ed Enapra di Ragusa, sub che si sono dedicati questa estate alla formazione ad indirizzo ARCHEOLOGICo e naturalistico subacqueo. Gli allievi che frequentano lo stage formativo del centro subacqueo ibleo Blu diving, guidati dall'istruttore Maurizio Buggea, durante la pulizia di una strana forma cavata nel basamento roccioso dove insistono numerose bitte, hanno rinvenuto un Tarì. Il Tarì, moneta in argento, dopo la sua pulizia, ha restituito la data di conio, quella del 1798, riferita a Ferdinando IV, re di Sicilia, della famiglia dei Borboni, nel periodo compreso tra il 1759 e il 1816. La strana forma del luogo di ritrovamento, profonda mt. 0,50, lunga circa un metro e larga la metà, sembra cavata per alloggiare una ancora del tipo "hall". "Piccolissimi tasselli di storia si intrecciano in questo luogo che non è solo di Montalbano e che deve essere anche valorizzato per la sua antica storia - afferma Buggea -. Che la zona di Punta Secca o Capo Scalambri fosse frequentata in antico ed ancor prima in epoca greca, fino alla più recente torre del XVI secolo, è cosa ben nota agli studiosi". A conclusione dello stage, gli allievi che supereranno gli esami riceveranno anche il brevetto di sommozzatore di una stella Uispattività subacqueeCmas, che li abiliterà ad immersioni in sicurezza fino a 18 metri di profondità alla ricerca, ancora, di altre interessanti scoperte. Alessia Cataudella 07102014