PALERMO - II bellissimo "Satiro danzante" paga il suo debito. Dopo una serie infinita di polemiche e ricorsi, la Regione Sicilia ha stabilito la somma per la ricompensa ai pescatori che 7 anni fa recuperarono nelle acque di Mazara del Vallo la statua del IV secolo a.C, ormai nota in tutto il mondo. Padron Ciccio, alias Francesco Adragna, e gli altri quattro pescatori dell'equipaggio riceveranno complessivamente un milione e 250 mila euro. E adesso padron Ciccio, 49 anni, sposato con tre figli, potrà esaudire il suo desiderio: salpare per nuove avventure archeologiche. PALERMO. C'ha perso il sonno padron Ciccio. Da sette anni nei sogni di Francesco Adragna, 49 anni sposato tre figli, che da ragazzo va per mare, non affioravano reti stracolme di gamberone rosso, che quota quanto l'oro al mercato sul fiume di Mazara del Vallo. Da sette anni, e cioè dal giorno in cui ha strappato ai fondali e deposto sulla coperta della paranza il "Satiro Danzante", padron Ciccio sogna di coltivare la passione che gli è entrata nel sangue. «Chi va per mare da bambino -spiega- "sente" cosa c'è sul fondale. Sono convinto che "in un certo posto" c'è ancora altro da recuperare». Un milione 250 mila euro da dividere in cinque: tanto a giorni pagherà la Regione Siciliana a padron Ciccio ed al suo equipaggio, in premio per il recupero della statua. E questa discreta somma può rilanciare, la passione dei pescatori, può condurli, avendo un gruzzolo in banca, a dedicare parte del tempo in mare a rastrellare fondali a 500 metri di profondità che solo loro conoscono, nella speranza di nuovi successi. Per ottenere il premio i pescatori mazaresi hanno dovuto rivolgersi ad un avvocato, minacciare la Regione di "svergognarla davanti al mondo intero". Fissato il principio che una ricompensa era loro dovuta, hanno lottato contro la taccagneria di Palermo, che aveva valutato il Satiro danzante poco più di un miliardo di vecchie lire. Infine un esperto di parte e la Regione hanno concordato, mentre padron Ciccio e la ciurma si incatenavano per protesta per nove ore, una quotazione di 5 milioni di euro. Un quarto va ai pescatori. Mentre scopritori e pubblica amministrazione si accapigliavano, a dar credito ad un pentito, le cosche progettavano di rubarlo per far soldi sul mercato clandestino. Il Satiro venne recuperato in due fasi. «L'agganciamo una prima volta - ricorda Adragna -e cominciammo ad issare. Il peso spezzò una gamba. Che rimase nella rete, ma il tronco colò a picco. Ma bastò dare uno sguardo alla gamba per capire che tesoro c'era in fondo al mare. Da quel momento ho perso la pace. La notte pensavo e mi dicevo: Ciccio, è la più grande avventura della tua vita, non puoi lasciare perdere. Per sette mesi, con il rischio di andare in fallimento, Adragna e la sua ciurma hanno giocato a mosca cieca con il Satiro. «Furono decine di tentativi infruttuosi -ricorda - eravamo disperati. Poi, come accade sempre in mare, il vento cambiò». «Cominciammo ad issare con lentezza, il cuore in gola -eravamo certi di averlo in pugno, ma non di farcela sino all'ultimo. Quando sbucò dal cofano della rete ci abbracciammo, gli altri ridevano ed io piangevo di gioia. In quel momento promisi che sarei tornato a cercare statue in fondo al mare. E' il momento di farlo». Il "Prassitele", la nuova barca di padron Adragna, promette dunque di salpare per nuove avventure archeologiche. Il Satiro (opera del IV sec. A.C.) in questi sette anni di strada ne ha fatto tanta. Insieme con i Bronzi di Riace ha l'incarico di testimonial azzurro nel mondo. Dunque viaggia, per ora miete successi in Giappone, dove è giunto nel febbraio scorso, protetto durante il trasporto da un involucro di carbonio appositamente progettato. Centomila persone lo hanno ammirato a Tokyo, tante di più all'Esposizione universale di Aichi. Il Louvre ed il Metropolitan lo hanno richiesto, il ministro Urbani non lo ha concesso. In fondo chi vuole vederlo può anche trascorrere qualche giorno a Mazara del Vallo, e bere un bicchiere di Marsala con padron Ciccio, che quando ha tempo non manca mai di fare una visita al "nonno".