Tempi lunghi per la musealizzazione del relitto della nave tardo-romana recuperato negli anni scorsi dai fondali antistanti il litorale di Marausa. A confermarlo è il soprintendente del Mare, Sebastiano Tusa, che con la soprintendente di Trapani, Paola Misuraca, ha presentato un progetto che dovrebbe essere finanziato con fondi comunitari del Po Fesr 2014-2020. «Il lavoro di restauro e conservazione dei legni del relitto - afferma Tusa - è stato ben realizzato a Salerno dove sono stato di recente per verificare come prosegue il tutto. Le casse contenenti i legni del relitto, che era lungo 14 metri e largo otto metri, ci dovrebbero essere recapitate fra dicembre e gennaio prossimi. La nave non sarà montata perchè al momento non vi è una sede definitiva nella quale collocarla e doverla smontare in futuro potrebbe danneggiarla. Per questa ragione sarà chiesto al Comune di Trapani di rendere disponibili dei locali dove tenere per il momento le casse con i legni del relitto. In caso di risposta negativa potremmo utilizzare come deposito l'ex Stabilimento Florio di Favignana. Il nostro obiettivo è esporre il relitto nei capannoni, fatiscenti e da recuperare, a fianco della Colombaia che dovrà anch'essa essere restaurata». Nei giorni scorsi a rendere noto che le Soprintendenze del Mare e di Trapani avevano presentato un progetto relativo alla musealizzazione nell'isolotto della Colombaia del relitto della nave tardo-romana recuperata davanti al litorale di Marausa era stato il deputato regionale Mimmo Fazio. Il progetto prevede un costo di 7.300.000 euro e include il restauro del Castello che, quattro anni fa, dalla proprietà demaniale dello Stato è passato a quella della Regione. Intanto il mare della provincia continua a regalare sorprese dal punto di vista dell'archeologia sommersa. A Pantelleria, nelle acque della zona di Gadir, dove nel 2012 furono individuate, a circa 35 metri di profondità, un'ancora antica in pietra databile al V sec. a.C. e un'anfora Dressel databile al I sec. a.C., gli esperti della SOPRINTENDENZA del Mare, con l'ausilio di una nave americana, dotata di attrezzature utili a indagare alte profondità, sono riusciti a localizzare reperti archeologici sino a 120 metri nel fondo marino. Verifiche di recente, inoltre, sono state effettuate anche su un relitto individuato sempre negli anni scorsi davanti alla costa di Torretta Granitola. Con personale dell'Università di Venezia si stanno studiando i marmi trovati nell'area. Margherita Leggio 04102014