La permanenza ad Enna ha lasciato un segno profondo nel cuore di padre Renato Dall'Acqua che dalla sua nuova sede di Ragusa ha scritto una lettera al presidente del Comitato Pro Enna, Nino Gagliano, con cui ha lavorato fianco a fianco insieme ad altre associazioni a difesa dei beni ennesi e soprattutto in occasione della chiusura del Monastero di San Marco. E proprio il monastero dà a padre Renato l'occasione per ricordare l'appuntamento di venerdì prossimo per lo svelamento del Cristo Crocifisso, un dipinto del XVIII secolo per il quale si sono da poco conclusi i lavori di restauro condotti da Roberta Campo. Per tre giorni il dipinto sarà esposto in chiesa e padre Renato ha chiesto a Nino Gagliano di promuovere l'evento: «Tengo a questo appuntamento e alla presenza di quanti, come Lei, mi hanno incoraggiato e sostenuto in questa ed altre iniziative per la tutela e la valorizzazione dei beni artistici del Monastero» dice padre Renato ricordando le visite guidate all'interno del Monastero rese possibili grazie alla collaborazione di tante persone, «alla fattiva collaborazione con il Comitato Pro Enna e quindi le Associazioni e Club Service che lo compongono, l'appoggio e l'incitamento della nostra SOPRINTENDENZA e dell'Ufficio Diocesano di Arte Sacra e Beni Culturali Ecclesiastici». Queste sinergie (insieme alle offerte dei visitatori) hanno contribuito a portare a compimento il progetto di valorizzazione di quello che l'ex superiore dei Carmelitani di Enna definisce uno «scrigno di arte e storia che è il monastero di San Marco». L'impegno profuso per il monastero, i beni e la chiesa di San Marco hanno lasciato il segno e padre Renato si appella affinchè la macchina della solidarietà possa avviarsi anche in vista dell'inizio dei lavori previsti nel Santuario di San Giuseppe. «Non fermiamoci - dice - non scoraggiamoci per le oggettive difficoltà dei tempi, lavoriamo con passione e basta. Spero che anche le scuole possano essere sensibilizzate, come lo scorso anno, a queste iniziative; è fondamentale pensare alla trasmissione di queste ricchezze alle nuove generazioni e renderle partecipi e corresponsabili dei progetti in corso». William Savoca 05102014