L'opinione di Vittorio Sgarbi è giunta rapida come un battito d'ali: "È un olio del tardo Cinquecento, da attribuire a un pittore veneziano, seguace del Tintoretto". L'opera - una "Crocifissione" su tavola - è stata donata di recente all'Accademia degli Zelanti e dei Dafnici da Clementina Foderà e Guido Celi che, privandosene con spiccato senso civico, ne hanno consentito la disinfestazione, un attento restauro da parte del prof. Anastasi e una pubblica fruizione. Si tratta di un lavoro molto intrigante, ricco di eccentricità: le accurate acconciature dei capelli, le pose dei personaggi, i corpi rattrappiti dei ladroni legati alla croce, mentre Gesù vi è inchiodato, i due cavalieri su possenti cavalli, l'uno con la lancia evangelica, l'altro con un grande vessillo, segno della potenza romana ecc. Per la Pinacoteca Zelantea è un sicuro arricchimento. Altre due tele di genere diverso, risalenti al primo Seicento, sono pervenute un paio d'anni fa, assieme con un mezzo busto in bronzo di Sandro Nicolosi, pregevole lavoro di Paolo Guarrera. Con le opere donate e con quelle restaurate dalla SOPRINTENDENZA ai beni culturali di Catania, la Pinacoteca, inserita nel progetto Luoghi della cultura regionali, sta cambiando volto. Molte sorprese hanno accolto Sgarbi come, ad esempio, le opere di Vincenzo Damini, attivo anche in Inghilterra intorno al 1720 e la partenza di ben otto tele dirette alla mostra "Di là del faro - Paesaggi e pittori siciliani dell'Ottocento", che si terrà a Villa Zito di Palermo. dal 9 ottobre al 9 gennaio. In cambio della sua disponibilità, l'Accademia, oltre a un apposito contributo critico in catalogo, ha ottenuto il restauro delle opere prestate e la possibilità di divulgare le preziosità della sua Pinacoteca e della sua Biblioteca, che, pure essendo eccellenze assolute in ambito meridionale, risultano misconosciute a Palermo e in taluni ambienti acesi. Per fortuna, il disinteresse di alcuni viene smentito da autorevoli giudizi, come quello del prof. Maffei, presidente dell'Accademia dei Lincei, e dall'offerta di una collezione di cimeli napoleonici, bloccata per motivi logistici. L'Accademia potrebbe avere un futuro diverso. Tentano, però, di negarglielo. L'arroganza prevale sul buon senso. Purtroppo. Giuseppe Contarino presidente Accademia Zelantea 04102014
SICILIA - Pinacoteca Zelantea arricchita da altre tele ma sempre a rischio che vi ricada l'oblio
L'Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Catania ha ricevuto doni di opere d'arte, tra cui una "Crocifissione" su tavola attribuita a un pittore veneziano del tardo Cinquecento. L'opera è stata restaurata e messa in pubblica fruizione grazie all'intervento di Clementina Foderà e Guido Celi. La Pinacoteca Zelantea sta cambiando volto con l'arrivo di nuove opere e la possibilità di divulgare le sue collezioni. L'Accademia ha anche ricevuto offerte di restituire opere prestate, tra cui una collezione di cimeli napoleonici. Tuttavia, alcuni membri dell'Accademia sembrano tentare di negare al futuro dell'istituzione.
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