«La questione del completamento dell'invaso Pietrarossa sta a cuore al Governo Crocetta. L'assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari, Ezechia Paolo Reale, mi ha dato mandato di occuparmene per trovare, in sinergia con altri enti e organismi a vario titolo competenti, il bandolo della matassa e giungere così a una soluzione sotto il profilo sia tecnico, sia economico. L'obiettivo è sbloccare la situazione di impasse e creare le condizioni affinché l'opera, sicuramente rilevante nel sistema irriguo e non soltanto del territorio, possa essere ultimata». Il commissario straordinario dei consorzi di bonifica per la Sicilia orientale, Francesco Petralia (che ha competenza, quiondi, anche sul Consorzio di bonifica di Caltagirone), interviene sull'annosa vicenda legata alla diga di Pietrarossa, un vero e proprio monumento allo spreco, uno dei più significativi esempi della Sicilia delle grandi incompiute e dei sogni che si trasformano sempre più in miraggi. Lo fa dichiarando di voler mettere mano, su input del Governo, alla questione. «Ho avviato - spiega Petralia - un'interlocuzione con la SOPRINTENDENZA ai Beni culturali e ambientali e con il Dipartimento Dighe del ministero alle Infrastrutture per affrontare con il giusto metodo la questione e avere contezza su se e come intervenire». «Nel contempo - aggiunge il commissario straordinario dei consorzi di bonifica per la Sicilia orientale - ho sentito anche l'Agensud per sondare l'eventuale disponibilità di finanziamenti indispensabili per il completamento dell'importante infrastruttura». Lo scorso 23 settembre, la necessità dello stop al grave immobilismo determinatosi da quasi 20 anni nei lavori per l'invaso Pietrarossa era stata, insieme a rivendicazioni per l'espletamento di un maggior numero di giornate da parte dei 41 operai stagionali (in particolare gli 11 "cinquantunisti), al centro della giornata di sciopero e dell'asssemblea dei lavoratori del Consorzio di bonifica di Caltagirone, indetta da Flai-Cgil, Fai - Cisl e Uisba-Uil. La diga Pietrarossa è un gigante di cemento che si trova tra i territori di Ramacca, Aidone e Mineo, una metafora delle grandi contraddizioni isolane. Cominciato negli anni '80, l'invaso di Pietrarossa è costato sin qui ben di 138 miliardi delle vecchie lire e risulta costruito per un buon 95 per cento. I lavori subirono un brusco stop prima nel 1993 e poi, definitivamente, nel 1997, dopo il ritrovamento di un sito archeologico (una fattoria di età protoimperiale). Per completare la diga, che nel frattempo è stata pure interessata da alcune frane, sembra ci vogliano oltre due anni e altri 30 milioni di euro. La capienza totale sarebbe di 35 milioni di metri cubi d'acqua, mentre il volume medio annuo si aggirerebbe intorno ai 16 milioni di metri cubi. Mariano Messineo 04102014