Secondo i piani previsti e più volte ribaditi in contesti ufficiali il Museo della Medicina di Padova doveva aprire oggi, 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco. Non sarà così: per poterlo visitare si dovrà attendere il 2015. Il complesso museale che sta sorgendo all'interno dell'ex ospedale di San Francesco Grande (il primo della città, attivo dal 1416 al 1798, luogo simbolo per lo sviluppo della medicina clinica moderna) è ancora completamente spoglio, come chiunque può constatare passando davanti alle vetrate che danno sull'omonima via del centro. Il forte ritardo per completare ed allestire la parte museale è dovuto alle lungaggini burocratiche sorte con l'assenza per diversi mesi della figura del presidente della Fondazione Musme, che ha bloccato la possibilità di istituire le gare di appalto per i lavori e di avanzare le richieste per ottenere i reperti dai dipartimenti di medicina dell'università e da altri enti. A spiegarlo è Luca Quareni, presidente di QB Group e della società Palazzo della Salute srl che gestirà il museo. «È evidente che non apriremo oggi», esordisce, «il forte ritardo è dovuto al cambiamento di assetto della Provincia. Con Barbara Degani al ministero il posto di presidente della fondazione Musme è rimasto vacante per mesi e siamo rimasti bloccati burocraticamente per mesi, sia per le richieste relative al prestito dei reperti ai vari enti sia per l'istituzione della gara di appalto». Dal 21 febbraio, data di consegna (simbolica) delle chiavi del museo, sono partiti solo i corsi di formazione in ambito medico che la Palazzo della Salute srl organizza nella parte della struttura dedicata a convegnistica e formazione professionale. Per vedere completato il museo bisognerà invece attendere i primi mesi del 2015. «Il 25 ottobre ricorrono i 600 anni dalla posa della prima pietra dell'ospedale di San Francesco ed è una data che vogliamo onorare», annuncia Quareni, «abbiamo deciso di organizzare un evento a numero chiuso, con giornalisti e autorità, in cui si parlerà nello specifico del progetto. Nell'occasione annunceremo la nuova data di apertura, che cadrà nei primi mesi del prossimo anno». Per quanto riguarda i lavori per l'allestimento della parte museale qualcosa finalmente si muove. «Abbiamo già fatto le gare per l'aggiudicazione degli appalti, mentre altre sono in via definitiva. Entro una decina di giorni inizieranno tutti i lavori per l'allestimento del museo», riferisce Fabrizio Malachin, responsabile dei Musei provinciali. Da luglio, con la nomina del dottor Gaetano Crepaldi a presidente del cda della Fondazione, oltre alle gare d'appalto sono partite anche le richieste di prestito agli altri musei e ai vari dipartimenti e reparti di medicina che forniranno i materiali clinici da esporre. I reperti da acquisire dovranno prima passare al vaglio della Soprintendenza. Ci saranno altri intoppi? «Spero vivamente di no», ammette Quareni, «come imprenditore non sono abituato a questi ritardi ma capisco le problematiche legate alla burocrazia e alla collaborazione tra privato e pubblico». Simone Varroto