Buche, crepe, colate di cemento mai sostituite in venti e più anni, radici che provocano pericolosi rialzamenti delle mattonelle o lastre in marmo e il rischio continuo di inciampare e cadere. Ce n'è per tutti i gusti lungo il Gran Viale e le strade limitrofe, dove i marciapiedi sono più dei percorsi di guerra che sistemi utili per camminare. Le segnalazioni si susseguono come le proteste al Lido, e a Città Giardino non va meglio, senza parlare di zone come Ca' Bianca, i lungomari oppure Malamocco. Segno di una manutenzione capillare che senza fondi si è bloccata, con progetti finiti nel cestino oppure altri bloccati per le crisi finanziarie delle ditte in appalto, vedi appunto il Gran Viale e Santa Maria Elisabetta. Ma i residenti non mollano la presa e segnalano i disagi, con fotografie e raccolte di firme, con lettere agli enti interessati oppure il passaparola attraverso i social network. I lavori in corso in questi ultimi giorni per rifare brevi tratti di asfalto lungo le strade di sicuro non bastano, e l'elenco è molto più lungo rispetto a quel che si può fare con fondi ridotti ormai all'osso. (s.b.) di Simone Bianchi Alberi che cadono sulle rive, cestini delle immondizie in piena area monumentale, cartelli dei gondolieri affissi a grondaie o parapetti, e topi che sfilano nelle calli come se nulla fosse. Venezia è anche questa, nel pieno di mille contraddizioni, dove al tanto decantato decoro fa da riflesso un indubbio degrado. Lo denunciano i cittadini, lo testimoniano le fotografie alle quali pare impossibile poter controbattere, e la scorsa notte si è concretizzata anche una delle paure che avevano i residenti della zona di Riva dei Sette Martiri. Uno dei grandi pini del parco della Marinaressa, nello specifico la porzione gestita da Veritas, è caduto a causa del vento. L'associazione Arco ne aveva denunciato la indubbia instabilità, e un po' di bora ha fatto il resto, con il grande albero che ha ceduto e si è adagiato sulla recinzione esterna. Albero caduto. «Lo avevamo anticipato, purtroppo, ma non è servito a nulla», dicono dall'Associazione residenti Castello orientale, «E lo ribadiamo: ce ne sono altri tre in condizioni precarie. Per fortuna è caduto di notte: quella zona è molto frequentata da bambini, gente che passa con i cani o turisti. Poteva farsi male qualcuno. Gli enti si rimpallano le responsabilità e i problemi rimangono. Ma noi sbattiamo sempre contro un muro di gomma». Da Veritas spiegano che «quell'albero era sano e non aveva problemi. Forse l'inclinazione ha portato le radici a non reggere la posizione, e si è adagiato alla recinzione. Ma non ci sono altri alberi a rischio, tutti quelli che ci sono vengono sempre monitorati». L'ex assessore all'Ambiente, Gianfranco Bettin, pur non commentando il caso specifico, auspica « che non si abbassi la guardia sul monitoraggio degli alberi. Il patrimonio arboreo del Comune è di circa 200 mila piante, ogni anno 100-150 vengono abbattute perché ad alto rischio. Ma il ruolo del Verde pubblico deve essere sia quello di tutelare gli alberi che quello di tutelare i cittadini». Cestini. In queste ultime ore sta montando la protesta anche per i numerosi cestini messi di fronte alle colonne di palazzo Ducale. Area monumentale tra le più importanti al mondo. Il tutto a pochi metri dalla sede della Soprintendenza, e i bidoni delle immondizie circondano anche la Basilica. Problemi di arredo urbano di sicuro ce ne sono, tanto che alcuni cittadini attenti se ne stanno accorgendo e vogliono sollevare la questione, chiedendo che si trovino soluzioni alternative per il posizionamento dei contenitori. Cartelli. Sui social network in questi ultimi giorni è anche un brulicare di immagini che prendono di mira questa volta i gondolieri. Cartelli se ne trovano e vedono ovunque con regolamenti e tariffari, o indicazioni in più lingue. Plastificati, sono appesi a ringhiere di ponti oppure alle grondaie delle case, e uno addirittura a una scopa utilizzata come paletto a ridosso di un ponte. A più di qualcuno non sono piaciuti, e c'è già chi vorrebbe fare un esposto corredato dal materiale fotografico che testimonia la situazione.
VENEZIA Degrado e abbandono, monta la protesta
In Venezia, i residenti denunciano la mancanza di manutenzione dei marciapiedi e delle strade, con crepe, buche e colate di cemento che causano pericoli per la sicurezza. I marciapiedi sono considerati "percorsi di guerra" e i residenti segnalano i disagi con fotografie e raccolte di firme. I lavori in corso per rifare brevi tratti di asfalto non bastano e l'elenco dei problemi è lungo. Inoltre, i residenti denunciano la presenza di cestini delle immondizie in area monumentale e cartelli dei gondolieri appesi a grondaie o parapetti.
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