PISA La questione delle bancarelle del Duomo e del loro futuro torna alla ribalta con la proroga di ulteriori quattro mesi richiesta dall'Azienda ospedaliero-universitaria pisana per completare i lavori al Museo delle Sinopie. Proroga che si aggiunge alla ufficialità della richiesta da parte del consorzio degli ambulanti di acquisire i "Trovatelli" come sede definitiva al posto dell'Umi 1, richiesta fin qui conosciuta ma non ancora vista nero su bianco. Un atto formale che fa parte del verbale della conferenza dei servizi del maggio scorso alla quale hanno preso parte Comune, Sovrintendenza, Azienda ospedaliera, Università. Il verbale è stato consegnato ieri mattina in occasione dalla riunione della prima commissione consiliare permanente, presieduta da Yuri Dell'Omodarme (Pd), che all'ordine del giorno aveva proprio la questione delle bancarelle su richiesta del vicepresidente Raffaele Latrofa (Ncd). Una riunione alla quale hanno preso parte anche gli ambulanti ed i rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio. Il consorzio "Pisa dei Miracoli" in occasione della conferenza dei servizi ha «formulato specifico interesse, da soli o in sinergia con altri soggetti da individuare, all'acquisto del complesso immobiliare dei Trovatelli», rinunciando all'Umi 1. Un cambio in corsa che ha permesso così all'Azienda ospedaliera la pubblicazione di un bando per la cessione complessiva di tutta l'area del Santa Chiara, a questo punto resa più appetibile proprio dall'Umi 1 (l'unica destinata ad uso commerciale). Se da una parte, quindi, la soluzione definitiva delle bancarelle sembra almeno sulla carta individuata, rimane la questione legata alla collocazione delle stesse nel periodo tra la conclusione dei lavori al Museo delle Sinopie - tra quattro mesi - e l'eventuale acquisto e sistemazione dei Trovatelli. In consiglio comunale l'assessore David Gay ha risposto al question time affermando che gli «atti amministrativi del Comune non sono cambiati»: tradotto, in assenza di un nuovo piano del commercio, le bancarelle una volta conclusi i lavori possono tornare in Piazza dei Miracoli (come collocazione temporanea). Ma c'è sempre in ballo l'ArtBonus, ossia il decreto del ministro Franceschini che permetta la revoca di concessione in aree di particolare pregio artistico, ovviamente dopo aver sentito Comune e Sovrintendenza.