PIOMBINO Il cimitero medievale può nascondere la cattedrale perduta. Per gli studiosi la prima chiesa dedicata a San Cerbone - VVI secolo - si troverebbe sotto la vasta area funeraria dove, da pochi giorni, è ripreso lo scavo (fino a fine ottobre). Indagini archeologiche, condotte da Fabio Redi - cattedra di archeologia medievale dell'università dell'Aquila - in collaborazione con Andrea Camilli, ispettore della Soprintendenza archeologica della Toscana. Lavoro iniziato nel 2006, col finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e il contributo dell'associazione Amici di Populonia. Si cerca, di nuovo, in quella terra consacrata di San Cerbone dove da secoli riposava pure una strega (a pochi metri di distanza un'altra signora un po' particolare, una meretrice); strega di Baratti (rivelata da Il Tirreno nel settembre 2011) poi diventata protagonista di trasmissioni Bbc, numeri unici di riviste specializzate e addirittura romanzi. Massima attrattiva per i turisti le tante storie che raccontano le indagini archeologiche, al passo col fascino della natura della Val di Cornia. Conferma il presidente Parchi, Luca Sbrilli: «I dati in nostro possesso si riferiscono alle presenze nei parchi e nei musei fino al 31 agosto. La stagione 2014 continua a segnare incrementi a doppia cifra pari a circa il 15 ed il mese di settembre, stando alle informazioni che ci arrivano, sembra proseguire il trend positivo. Al 31 agosto, ci sono state 88400 presenze contro le 75mila 500 al 31 dicembre 2013 e l'obiettivo di 100mila è a portata di mano». «Crescita significativa che si era già registrata in aprile e maggio, grazie all'importante lavoro di promozione finalizzata al turismo scolastico ed ai ponti primaverili. Un contributo prosegue Sbrilli è derivato da un'estate anomala che ha visto i turisti spostarsi in luoghi alternativi al mare nelle giornate di pioggia. Questo elemento , però, denota che il territorio della Val di Cornia si delinea sempre più come un prodotto turistico completo, a dimostrazione che natura e cultura sono complementari al turismo balneare e sono la base per l'incremento della destagionalizzazione. Vista la crisi che attraversa l'intero paese spiega Sbrilli i numeri ottenuti dalla Parchi, nettamente in controtendenza, mettono bene in evidenza quale tipo di turismo necessita questo territorio e le potenzialità intrinseche ancora da esprimere ». Del valore reale, qui, di natura e cultura i privati sembrano essere coscienti. Così il Trust di scopo Sostratos (organizzazione senza scopo di lucro formata da imprenditori) che ha finanziato l'indagine archeologica al Fontino di Baratti o le tante "iniziative promozionali" di Baco (Baratti architettura e arte contemporanea) Archivio Giorgini, poi l'associazione culturale Past in progress "Archeodig" col recupero di Poggio al Molino. L'importanza dell'agire insieme tra pubblico e privato, ricorda ancora Marta Coccoluto, responsabile del parco archeologico di Baratti «rivela al di là dell'invito alla salvaguardia del patrimonio di Baratti-Populonia, le tante eccellenze quali natura, cultura, storia. Si mettono in luce le molte risorse umane, di persone motivate e interessate a proiettare la nostra realtà in un panorama sovranazionale. Azione importante adesso, in vista della candidatura Unesco». Le amministrazioni possono non avere fondi, ma bisognerebbe credere davvero nelle infinite possibilità che la Val di Cornia si porta in dote.