La città delle ville magiche. Il bosco di Armida restituito a Tivoli. Oggi con Ciampi l'inaugurazione di villa Gregoriana che il Fai ha ripulito da tonnellate di rifiuti e restaurato «Ricordavo un luogo di incanto, una specie di bosco d'Armida, solcato da acque limpide che cadevano gorgogliando in azzurre piscine per poi finire inghiottite dalle viscere della terra...» Così Giulia Maria Mozzoni Crespi, Presidente del FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano, che ieri ha presentato in conferenza stampa la riapertura, dopo dieci anni di abbandono, della Villa Gregoriana di Tivoli, nell'introduzione alla nuovissima Guida edita a cura del Comune di Tivoli e della Provincia di Roma, e magistralmente compilata dal Professor Cairoli Fulvio Giuliani. Il FAI è riuscito nell' impresa di riaprire "il bosco d'Armida", ridotto da dieci anni a pubblica ed illecita discarica. Oggi l'inaugurazione ufficiale alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; ieri, nell'edificio di una vecchia scuola ridisegnata gratuitamente per il FAI da Gae Aulenti, i dati quasi miracolosi, del recupero: 5 tonnellate di rifiuti (frigoriferi, televisori, cucine obsolete e simili) asportate acrobaticamente, e per tratti in salita addirittura a spalla, visto che gli antichi sentieri erano da anni impraticabili, ed ancora: raccolte 350 tonnellate di foglie, erbacce, legna, ripiantati 1500 alberi...«Ma non è finita qui - dice Giulia Maria, combattiva e senza peli sulla lingua - il restauro dei templi romani dell'Acropoli e di ciò che resta della villa del senatore Manilio Vopisco completerà il progetto con cui abbiamo voluto festeggiare i trent'anni dalla fondazione del FAI... Preferendo dare mano subito ad una piccola opera, in un Paese in cui si parla sempre di Grandi Opere e non si fanno né le grandi né le piccole...». Nel 2002 il FAI ha avuto in concessio-ne Villa Gregoriana per dodici anni, dall'Agenzia del Demanio. Che la Presidente ringrazia, ma anche "denuncia", a causa del canone d'affitto che esige dal Fondo (organismo no-profit): «Purtroppo dobbiamo pagare all'Agenzia del Demanio 20.000 Euro all'anno, l'incasso intero di uno dei nostri concerti per raccogliere fondi ed investirli nella riabilitazione di qualche pezzetto del patrimonio artistico, culturale paesaggistico del Paese». Alessandra Manente, che rappresenta l'Agenzia del Demanio (la Direttrice, Elisabetta Spitz, si riserva per la cerimonia ufficiale di oggi) si difende osservando che il canone d'affitto è un obbligo statutario. E tuttavia come non pensare che senza il FAI e i suoi sponsor - fondamentale, oltre ai significativi contributi volontari di 1200 soci, l'impegno dell'Unicredit che ha contribuito con i 23 della cifra indispensabile per realizzare l'intero progetto, e cioè quattro milioni e mezzo di Euro - questo capolavoro voluto da papa Gregorio XVI, per vedere da vicino "lo scatenarsi della natura", sarebbe rimasto una discarica? Dal canto suo, il Sindaco di Tivoli, il diessino Marco Vincenti, si scusa per il disagio sofferto dagli ospiti - un'ora di coda per arrivare dalle prime case di Tivoli fino alla Villa - spiegando che l'iniziativa del Fai ha sostenuto moralmente il Comune, nel rimettere a nuovo il sistema di depuratori dell'Aniene e in parte le fognature della città, e tutto sarà a posto comunque per l'arrivo del Presidente della Repubblica. La nostra passeggiata di cronisti - cavie, giù giù attraverso il "bellissimo orrido", dalla Grotta di Nettuno alla Grotta delle Sirene, è riuscita ad evocare almeno qualche lembo delle suggestioni ed emozioni dei viaggiatori del Gran Tour, per i quali Villa Gregoriana era un must. Goethe, 1786: «Fui a Tivoli, dove ammirai una delle somme visioni offerte dalla natura. Quelle cascate, insieme alle rovine e a tutto il complesso del paesaggio, sono tra le cose la cui conoscenza ci fa profondamente più ricchi». J.G.Harder: «Mi sono preso due giorni per vedere nel modo migliore quest' inno alla natura... sono sceso fin nell'antro della Grotta di Nettuno, e sono rimasto nella nube argentea sollevata dal pulviscolo d'acqua, con il dolce trasalimento che gli antichi chiamavano l'entusiasmo delle ninfe...» In quanto a me, che visitai la prima volta Villa Gregoriana nel 1955, arrivandoci in carrozzella dalla stazioncina ferroviaria, oserei suggerire al giovane sindaco, ed ovviamente alle FFSS, di fare in modo ripristinare queste antiche usanze... Da domani la Villa è aperta al pubblico dalle 10 alle 18,30, e ci si può davvero arrivare in treno dalla Stazione Tiburtina, e poi, in attesa delle carrozzelle (a costi controllati), anche a piedi. L'Unità Roma Tivoli. Villa Gregoriana ritrova la sua bellezza. Adele Cambria La città delle ville magiche. Il bosco di Armida restituito a Tivoli. Oggi con Ciampi l'inaugurazione di villa Gregoriana che il Fai ha ripulito da tonnellate di rifiuti e restaurato «Ricordavo un luogo di incanto, una specie di bosco d'Armida, solcato da acque limpide che cadevano gorgogliando in azzurre piscine per poi finire inghiottite dalle viscere della terra...» Così Giulia Maria Mozzoni Crespi, Presidente del FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano, che ieri ha presentato in conferenza stampa la riapertura, dopo dieci anni di abbandono, della Villa Gregoriana di Tivoli, nell'introduzione alla nuovissima Guida edita a cura del Comune di Tivoli e della Provincia di Roma, e magistralmente compilata dal Professor Cairoli Fulvio Giuliani. Il FAI è riuscito nell' impresa di riaprire "il bosco d'Armida", ridotto da dieci anni a pubblica ed illecita discarica. Oggi l'inaugurazione ufficiale alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; ieri, nell'edificio di una vecchia scuola ridisegnata gratuitamente per il FAI da Gae Aulenti, i dati quasi miracolosi, del recupero: 5 tonnellate di rifiuti (frigoriferi, televisori, cucine obsolete e simili) asportate acrobaticamente, e per tratti in salita addirittura a spalla, visto che gli antichi sentieri erano da anni impraticabili, ed ancora: raccolte 350 tonnellate di foglie, erbacce, legna, ripiantati 1500 alberi...«Ma non è finita qui - dice Giulia Maria, combattiva e senza peli sulla lingua - il restauro dei templi romani dell'Acropoli e di ciò che resta della villa del senatore Manilio Vopisco completerà il progetto con cui abbiamo voluto festeggiare i trent'anni dalla fondazione del FAI... Preferendo dare mano subito ad una piccola opera, in un Paese in cui si parla sempre di Grandi Opere e non si fanno né le grandi né le piccole...». Nel 2002 il FAI ha avuto in concessio-ne Villa Gregoriana per dodici anni, dall'Agenzia del Demanio. Che la Presidente ringrazia, ma anche "denuncia", a causa del canone d'affitto che esige dal Fondo (organismo no-profit): «Purtroppo dobbiamo pagare all'Agenzia del Demanio 20.000 Euro all'anno, l'incasso intero di uno dei nostri concerti per raccogliere fondi ed investirli nella riabilitazione di qualche pezzetto del patrimonio artistico, culturale paesaggistico del Paese». Alessandra Manente, che rappresenta l'Agenzia del Demanio (la Direttrice, Elisabetta Spitz, si riserva per la cerimonia ufficiale di oggi) si difende osservando che il canone d'affitto è un obbligo statutario. E tuttavia come non pensare che senza il FAI e i suoi sponsor - fondamentale, oltre ai significativi contributi volontari di 1200 soci, l'impegno dell'Unicredit che ha contribuito con i 23 della cifra indispensabile per realizzare l'intero progetto, e cioè quattro milioni e mezzo di Euro - questo capolavoro voluto da papa Gregorio XVI, per vedere da vicino "lo scatenarsi della natura", sarebbe rimasto una discarica? Dal canto suo, il Sindaco di Tivoli, il diessino Marco Vincenti, si scusa per il disagio sofferto dagli ospiti - un'ora di coda per arrivare dalle prime case di Tivoli fino alla Villa - spiegando che l'iniziativa del Fai ha sostenuto moralmente il Comune, nel rimettere a nuovo il sistema di depuratori dell'Aniene e in parte le fognature della città, e tutto sarà a posto comunque per l'arrivo del Presidente della Repubblica. La nostra passeggiata di cronisti - cavie, giù giù attraverso il "bellissimo orrido", dalla Grotta di Nettuno alla Grotta delle Sirene, è riuscita ad evocare almeno qualche lembo delle suggestioni ed emozioni dei viaggiatori del Gran Tour, per i quali Villa Gregoriana era un must. Goethe, 1786: «Fui a Tivoli, dove ammirai una delle somme visioni offerte dalla natura. Quelle cascate, insieme alle rovine e a tutto il complesso del paesaggio, sono tra le cose la cui conoscenza ci fa profondamente più ricchi». J.G.Harder: «Mi sono preso due giorni per vedere nel modo migliore quest' inno alla natura... sono sceso fin nell'antro della Grotta di Nettuno, e sono rimasto nella nube argentea sollevata dal pulviscolo d'acqua, con il dolce trasalimento che gli antichi chiamavano l'entusiasmo delle ninfe...» In quanto a me, che visitai la prima volta Villa Gregoriana nel 1955, arrivandoci in carrozzella dalla stazioncina ferroviaria, oserei suggerire al giovane sindaco, ed ovviamente alle FFSS, di fare in modo ripristinare queste antiche usanze... Da domani la Villa è aperta al pubblico dalle 10 alle 18,30, e ci si può davvero arrivare in treno dalla Stazione Tiburtina, e poi, in attesa delle carrozzelle (a costi controllati), anche a piedi.