La struttura è stata interdetta al pubblico da ieri Come scialacquare denaro pubblico. O, più precisamente, fondi europei. Nell'area archeologica dell'Acropoli da ieri sono state poste le transenne ad uno spazio espositivo inaugurato il 21 settembre scorso nell' ambito della manifestazione «Invasioni di libertà». Dopo solo dieci giorni la struttura è a rischio di cedimento: si stanno staccando i pannelli della copertura, e con la pioggia di ieri si è vertificato che dalle finestre (mal montate) si infiltra acqua così come dalla pedana. Non ci sono insomma i presupposti di sicurezza per i visitatori. La struttura rischia di crollare addosso a qualche malcapitato visitatore della scarna mostra sullo Sbarco degli Alleati a Gela. Così sono stati spesi 179 mila euro per questa struttura che dopo 10 giorni sta cedendo, per le Ali della Libertà (ribattezzate dai gelesi Mazinga zeta) poste davanti al pontile senza neanche un cartello che indichi al visitatore cosa sono. Opera inutile che ha causato un incidente diplomatico con gli Americani. Si è dedicato a loro queste Ali ma non sono stati invitati. All'inaugurazione nel pomeriggio c'erano «quattro gatti». Così come è stata ristretta la partecipazione del pubblico in una domenica di sole (il 21 settembre appunto) al convegno «Invasioni di libertà». Scelta infelice. Sbagliato poi non coinvolgere le scuole. In sostanza per Invasioni di Libertà la Regione, tramite la SOPRINTENDENZA, ha speso quasi 400 mila euro di fondi europei in due diversi appalti . Uno per gli allestimenti è andato alla società Exporre di Palermo, l'altro per la Comunicazione alla ditta Pomilio Blum di via Venezia. Erano soldi che dovevano essere spesi per i Settant'anni dello Sbarco degli Alleati. I fondi non sono arrivati in tempo e si sono inventati «Invasioni di libertà» per non mandarli indietro. Ma anche in condizioni di ripiego, i soldi pubblici vanno spesi con senso di responsabilità. Il frutto di questi 400 mila euro è «l'invasione dell'inutilità» cioè un convegno che nessuno ha seguito, uno spazio espositivo che sta cedendo e le ali di Mazinga zeta di cui avremmo fatto volentieri a meno. Anzi forse solo quelle ali tanto contestate forse trovano un utilizzo. Sono diventate location per foto di sposi e di gruppo. Ma qualcosa non quadrerà su quei due appalti se la Guardia di Finanza ha deciso di indagare acquisendo. qualche tempo prima della manifestazione, atti sia alla SOPRINTENDENZA di Caltanissetta che al museo di Gela. M. C. G.
SICILIA - Cede lo spazio espositivo all'Acropoli. L'invasione... dell'inutilità, un caso di sperpero di denaro dell'Ue
La struttura espositiva inaugurata il 21 settembre scorso nell'ambito della manifestazione Invasioni di libertà all'Acropoli è stata chiusa al pubblico dopo solo dieci giorni a causa di problemi di sicurezza. La struttura sta cedendo e si stanno staccando i pannelli della copertura. La Guardia di Finanza ha deciso di indagare su due appalti per la manifestazione, uno per gli allestimenti e l'altro per la Comunicazione, che sono stati spesi 400 mila euro di fondi europei. I fondi non sono arrivati in tempo per i Settant'anni dello Sbarco degli Alleati e sono stati utilizzati per un convegno che nessuno ha seguito.
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