Dall'edificio rubate anche le telecamere anti-vandali Il cortile interno dellItas, un tempo convento delle carmelitane In preda ai vandali, con un progetto di messa in sicurezza e prevenzione incendi da 1,4 milioni di euro già pronto, ma senza finanziamento da 6 anni, inserito nel "Piano delle opere pubbliche" del bilancio che però l'ex Provincia - attuale Libero consorzio - fatica ad approvare, e con la necessità di un adeguamento funzionale perché in questo momento ci sarebbe un "piccolo" problema: manca il modo per raggiungere il primo piano. La scala, infatti, è saltata per volere delle SOPRINTENDENZA nel corso del restauro del 2008, costato 800mila euro di fondi della 433 post-terremoto, ma che non ha permesso ancora agli studenti dell'Itas, come a nessun altro, di tornare a usufruire dell'edificio. È questa, attualmente, la situazione di uno dei maggiori simboli di incuria applicata all'edilizia pubblica, che è l'edificio di piazzetta del Carmine, già convento delle Carmelitane, poi caserma dei carabinieri e, infine, sede dell'Itas Giovanna di Savoia (ex Tecnico femminile). Un edificio di pregio storico e architettonico, oltre che spazio necessario per un'edilizia scolastica sempre più sofferente. La scuola (l'Itas) fu fatta sgomberare nel dicembre del 2007, con la promessa di un imminente ritorno. Il lavoro di restauro durò per tutto l'arco dell'anno successivo, tanto che alla fine del 2008, l'allora assessore Giuseppina Ignaccolo ne annunciò il completamento aggiungendo che da quel momento la vera questione sarebbe stata quella di «rendere fruibili al più presto i locali attraverso i lavori di messa in sicurezza e di prevenzione incendi», ancora nella direzione della destinazione scolastica. Il progetto c'è, ma mancano i finanziamenti, e così si è aggiunta un'aggravante nel percorso di recupero dell'edificio, che è forse la parte peggiore dell'intera vicenda: il restauro del 2008 è praticamente vanificato dalle condizioni di abbandono e dalle continue irruzioni di vandali. Porte divelte, pareti scrostate, ma anche uffici devastati e impianti rubati. Tanto che fu installato un impianto di videosorveglianza, ma la fine che ha fatto la custodia tecnologica, la racconta lo stesso dirigente dell'ex Provincia regionale, Dario Di Gangi: «Hanno rubato anche quella». E così, senza nemmeno l'occhio elettronico a salvaguardarlo, l'edificio è tornato preda di devastazioni e lo è tuttora. L'ingegnere Di Gangi conferma l'impasse burocratico che blocca il recupero dell'edificio e conferma anche i danni scaturiti dagli atti vandalici: «Già al centro di denunce e di attività giudiziaria - dice - gli atti di vandalismo costringeranno a rifunzionalizzare la struttura». Di Gangi conferma anche il progetto seguito ai lavori di restauro già effettuati: «Per quanto riguarda la messa in sicurezza per il certificato di prevenzione incendi - dice - manca il finanziamento. Si tratta - chiarisce - di un milione e 400 mila euro». Il progetto è fra quelli inseriti nel piano delle opere pubbliche. Tutto dipende, quindi, dall'approvazione di questo bilancio che è già slittata. A voler individuare scenari verosimili, Di Gangi azzarda la prospettiva di «un mutuo o di finanziamenti esterni». Un accenno del dirigente anche alla necessità di un adeguamento funzionale dell'edificio, visto che nel restauro del 2008, «su parere delle SOPRINTENDENZA riguardo al rifacimento della facciata - ha spiegato - è stata rimossa la scala che permetteva l'accesso al primo piano». La dirigente del liceo artistico Gagini (che oggi comprende le sezioni dell'Itas), Simonetta Arnone, si è già detta impressionata dalla devastazione che sta subendo l'edificio. E nel rammarico ha aggiunto: «Opere incompiute e legge 433 disattesa: e le scuole stanno a guardare. Sette anni in bassi di palazzi e in piccole aule di altre scuole per arrivare a questo? ». Dopo diversi anni in un basso di via Tisia accanto a un cantiere, per le sezioni Itas accorpate nel frattempo al Gagini, si tratterebbe oggi di trovare collocazione per 180 ragazzi ospiti all'Ipsia, ma senza laboratori. Due anni fa si era pure detto che l'edificio di piazzetta del Carmine sarebbe stato un plesso del Gargallo, favorendo il ritorno in Ortigia del vecchio liceo classico. Oggi forse la cosa più urgente sarebbe un nuovo impianto di videosorveglianza. 03102014
SICILIA - Il progetto c'è, ma non i fondi: l'Itas, un tempo convento delle carmelitane, disastrato
L'edificio dell'Itas Giovanna di Savoia, un tempo convento delle carmelitane, è stato oggetto di vandalismo e abbandono. Il progetto di messa in sicurezza e prevenzione incendi è già pronto, ma mancano i finanziamenti. Il restauro del 2008 è stato vanificato dalle condizioni di abbandono e dalle continue irruzioni di vandali. La scala che permetteva l'accesso al primo piano è stata rimossa e non è stata ripristinata. Il dirigente dell'ex Provincia regionale, Dario Di Gangi, conferma l'impasse burocratico che blocca il recupero dell'edificio. Il progetto di messa in sicurezza per il certificato di prevenzione incendi manca il finanziamento di 1,4 milioni di euro.
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