LA SORPRESA è comparsa lì, sulla parete di ingresso della Sala delle Asse del Castello Sforzesco. È emersa dai secoli, sfogliando gli strati di intonaco come in un viaggio a ritroso nel tempo. Fino al 1498, quando a Leonardo, allora pittore di corte di Ludovico il Moro, fu affidato il compito di decorare questo spazio di rappresentanza. Ha preso la forma di un elemento architettonico e, ancora più in lontananza, ha seguito il tratteggio morbido del profilo di una collina: un accenno di paesaggio, il primo ad affiorare dopo i disegni di tronchi, rami e radici che erano già stati riportati alla luce e che salgono fino alle fronde di gelso intrecciate sulla volta. Perché il restauro che sta eseguendo l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze in questa ala del Castello sta riservando scoperte. «Le tracce che emergono dalle pareti sono anche di più di quelle che pensavamo racconta l'assessore comunale alla Cultura, Filippo Del Corno dietro l'intonaco è stato trovato un paesaggio abbozzato e un contesto di prospettiva che fa capire come il disegno fosse molto più composito di quello che si immaginava. Adesso, saranno gli studiosi a dover ricostruire quanto è ascrivibile alla mano di Leonardo, ma siamo di fronte a immagini dello stesso periodo e alla presenza chiara del progetto originario leonardesco ». Per la comunità scientifica, il Leonardo inedito era già comparso nei grandi frammenti "aggrappati" a una delle pareti. Gli esperti sono partiti da lì, dallo studio delle porzioni di disegno di un unico colore e per questo chiamato monocromo, su uno dei muri: il profilo di un albero, una radice. E la speranza che, andando avanti e "spogliando" altre superfici, potesse emergere ancora la mano di Leonardo. I disegni sono stati osservati inizialmente alla luce radente, l'intera sala è stata studiata e passata ai raggi ultravioletti e infrarossi. Adesso, si è passati a "scavare" ed è proprio durante questa operazione che sono arrivate le scoperte. «Stiamo trovando molto materiale che risale al periodo in cui la sala fu pensata e progettata da Leonardo e che consegneremo agli studiosi. Il disegno è esteso per ora a tre pareti su quattro», spiega ancora Del Corno. Che è volato a Londra per raccontare in un incontro organizzato all'istituto di Cultura italiano con l'ex direttore dell' Economist Bill Emmott il programma culturale della città per l'Expo del 2015. Perché Leonardo, dice l'assessore, sarà «l'eroe dell'Esposizione universale milanese, la prima Expo della conoscenza». Quando Expo inaugurerà il primo maggio del 2015, il restauro non sarà terminato. Ma i turisti potranno comunque ammirare la Sala delle Asse, una delle attrazioni del Castello accanto al nuovo Museo della Pietà Rondanini di Michelangelo. Entrando, infatti, si potranno vedere le prime due pareti, già passate dalle mani degli esperti di Firenze. Sulle altre due, il Comune sta lavorando con l'Opificio per creare una sorta di installazione. «Lì ci saranno i ponteggi e proiezioni video: vorremmo raccontare il restauro in modo che tutti possano capire non solo come stiamo procedendo in questa operazione di recupero, ma anche il pensiero originario di Leonardo su questa sala», spiega l'assessore. Leonardo sarà anche il protagonista di una delle mostre di punta che la città organizzerà a Palazzo Reale per Expo. Con disegni e quadri che arriveranno da mezzo mondo: per ora sono stati confermati prestiti dal Louvre (il Ritratto di dama, Giovanni Battista e l'Annunciaz ione), dai Musei Vaticani (il San Girolamo), da Washington, dall'Ambrosiana, dalla Galleria Nazionale di Parma. L'ultima attesa riguarda gli Uffizi, che potrebbero far viaggiare l' Annunciazione.
MILANO - Dietro l'intonaco un paesaggio di Leonardo
La Sala delle Asse del Castello Sforzesco a Milano è stata scoperta con un restauro. Sono emersi disegni e tracce che risalgono al 1498, quando Leonardo da Vinci era pittore di corte di Ludovico il Moro. Gli esperti hanno trovato un paesaggio abbozzato e un contesto di prospettiva che fa capire come il disegno fosse molto più complesso di quanto si pensasse. Il restauro sta procedendo e gli studiosi saranno in grado di ricostruire quanto è ascrivibile alla mano di Leonardo. La scoperta è stata possibile grazie al lavoro degli esperti dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che hanno utilizzato la luce radente e i raggi ultravioletti e infrarossi per scoprire i disegni.
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