LE SCADENZE NATURALI E IL DECRETO MADIA AVVIANO IL VALZER DELLE POLTRONE NEL MONDO DELLA CULTURA IL MONDO della cultura torinese si prepara a ballare il grande valzer delle poltrone. In queste settimane, e per i prossimi mesi, ai vertici delle istituzioni più prestigiose del mondo culturale cambieranno molte cose, a cominciare dalle persone. Uno dei primi a lasciare la seggiola dovrebbe essere il direttore regionale dei Beni culturali, Mario Turetta. Per lui a Palazzo Chiablese, dopo la riforma delle soprintendenze voluta dal ministro Dario Franceschini, non c'è più posto. Turetta, una carriera da grand commis incominciata come funzionario responsabile della Cna di Chieri e proseguita con una scalata ininterrotta ai palazzi della burocrazia romana, dal ministero del Lavoro a quello della Funzione pubblica, dal Tesoro al dicastero della Cultura, è dirigente di prima fascia. E il Piemonte, dopo la riforma che ha abolito le direzioni regionali (organismi amministrativi e non di controllo, compito quest'ultimo che spetta alle sole soprintendenze), rimarrà sprovvisto di strutture apicali governate da dirigenti di quel livello. Anche la battaglia per dotare il Polo Reale di un direttore di prima categoria, al pari degli Uffizi o di Brera, non è andata a buon fine, lasciando a bocca asciutta Turetta, al quale l'incarico di responsabile del neonato polo museale non sarebbe dispiaciuto. Assumerlo comunque significherebbe per lui sacrificare quasi la metà di quei 167mila euro lordi l'anno di stipendio da direttore di prima fascia. Si pone quindi in queste ore il problema di una sua ricollocazione. Una delle ipotesi in campo lo vorrebbe trasferito a Roma, al vertice di una delle direzioni centrali. Ma in questi giorni, ai suoi più stretti collaboratori, ha confidato: «Su di me ci sono altri progetti ». I rumors lo vorrebbero tra i pretendenti alla poltrona di direttore della Reggia di Venaria, finora tenuta ben stretta da Alberto Vanelli. Anche per via dei limiti d'età imposti dalle nuove norme del "rottamatore", l'uscita di scena di Vanelli viene data per certa. Nei prossimi giorni il Consorzio della Reggia pubblicherà il bando per la ricerca di un suo successorre. E l'opportunità fa gola a Turetta, che in questo modo resterebbe in Piemonte, chiedendo di essere distaccato dal ministero alla Venaria, dove potrebbe andare con il compito di governare il processo di integrazione delle Dimore Sabaude, che come primo passo dovrebbe prevedere la fusione con Stupinigi. A Palazzo Chiablese resterà un solo uomo, a capo della nuova "soprintendenza unica" istituita con la riforma. All'incarico è interessato Luca Rinaldi, attuale responsabile dei Beni architettonici. Ma potrebbe farsi avanti anche la collega che l'ha preceduto, Luisa Papotti, che oggi è soprintendente a Genova. Tenuta in sospeso la vicenda Regio, un altro spazio sul fronte delle nomine si aprirà presto al Teatro Stabile. La presidente Evelina Christillin e il direttore Mario Martone si avvicinano al momento della scadenza, fissata per il 25 luglio del prossimo anno. La riconferma non sarebbe vietata dalla legge, dato che le nuove norme che limitano a due i mandati entreranno in vigore con il prossimo consiglio di amministrazione. Ma la "signora delle Olimpiadi" non ha intenzione di puntare a un terzo mandato. «Due mandati sono un tempo giusto», ripete da giorni a chi le sta attorno. Del resto ha già abbastanza lavoro da fare al Museo Egizio, dov'è presidente e sta preparando il momento della riapertura, prevista il primo aprile 2015. Il cambio della guardia è prossimo anche al Circolo dei Lettori, dopo che l'ex direttrice Antonella Parigi è diventata da qualche mese assessore regionale alla Cultura.