Chiusa e abbandonata per dieci anni, è stata restaurata dal Fai ed ora viene riproposta al pubblico.Ma i lavori proseguono. Oggi con il presidente Ciampi l'inaugurazione ufficiale del parco Più che una bella addormentata, una sepolta viva. Per dieci anni. Oggi Villa Gregoriana ha ritrovato il respiro e si è svegliata dal lungo letargo. I sentieri interrotti dalle frane hanno ripreso a serpeggiare in mezzo al bosco, le acque soffocate nelle condotte da cumuli di immondizia ora scorrono cantando tra le rocce, giocano tra spruzzi e cascatelle, si tuffano a capofitto in fondo agli orridi profondi centinaia di metri, catturano arcobaleni negli sbuffi di vapore creati dagli scrosci sulle pietre. In mezzo alla folta vegetazione si riaprono le grotte con le pareti levigate dal secolare flusso del fiume Aniene che una volta scorreva proprio in mezzo al centro di Tivoli formando una cascata spettacolare dentro la Villa che tutti i vedutisti del Settecento ritraevano sulle loro tele. Finché nel 1832, dopo l'ennesima catastrofica piena che aveva trascinato via le case più antiche, papa Gregorio XVI decise di domare il fiume e ne deviò il corso fuori dal centro abitato e oggi, dentro la Villa, restano solo piccoli canali. Fu allora che Villa Gregoriana diventò un parco dominato da una piccola acropoli che risale al II secolo a. C, con il tempio di Vesta e quello di Tiburno, un teatro naturale a strapiombo sulla valle, un baratro profondo oltre 120 metri, dove il getto della cascata più grande precipita dopo un salto vertiginoso. E tale è tornata ad essere oggi, dopo il complesso e costoso restauro del Fai (Fondo per l'ambiente italiano) con il contributo eccezionale di Unicredito che ha messo a disposizione due milioni e 300 mila euro della Provincia che ha donato 263 mila euro, ma anche di 1260 piccoli aderenti che hanno elargito cifre tra i 50 e i mille euro e di altri 80 anonimi che con 500 euro a testa hanno contribuito all'installazione delle panchine di sosta nei punti dove i vialetti diventano punti di belvedere. Oggi, dopo l'inaugurazione con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, del ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione e dell'architetto Gae Aulenti che ha ristrutturato una vecchia scuola trasformandola in centro di accoglienza, il grande parco sarà restituito al pubblico. Ma già domani prenderà il via la seconda fase del complesso restauro, che durerà un altro anno ancora. «A lavori ultimati - ha detto la presidente del Fai Giulia Maria Crespi- avremo speso quattro milioni e mezzo di euro e portato a compimento un'impresa improba». Al Fai, che ha ottenuto l'affidamento del sito dall'Agenzia del Demanio per 12 anni rinnovabili a un canone di affitto di 20 mila euro annui, arriverà come sostegno ancora un milione e 700 mila euro dalla società Arcus (la spa del ministero dei Beni culturali): cifra che servirà a risanare i templi e i resti della villa romana di Manlio Volpisco, a costruire una cancellata, a terminare lo scavo delle splendide grotte e a rinnovare la vegetazione. Fino ad oggi sono state portate via 350 tonnellate di legna secca e 1200 tonnellate di terra franata e sassi. Ma soprattutto sono state tolte ben cinque tonnellate di rottami dal letto del fiume. «E quando si parla di rottami - precisa Crespi -si intendono frigoriferi, lavatrici, biciclette passeggini e roba simile». E prosegue: «E" stato portato via dagli operai tutto sulle spalle, per 120 metri di dislivello, perché non esistono mezzi meccanici in grado di risalire per i sentieri a gradini». Oltre a questo sono stati eseguiti tutti quei lavori che garantissero la sicurezza dei percorsi di visita: sono state consolidate le balze rocciose pericolanti, recuperati oltre due chilometri tra muri di sostegno, parapetti e corrimano, ripristinate le innumerevoli rampe di scale che raccordano i dislivelli. Ora la passeggiata creata da Gregorio XVI è affascinante come una volta. In un'ora di percorso si torna a rivivere l'emozione provata dai viaggiatori del Grand Tour, da Goethe a Corot, da Fragonard a Chateaubriand, da Van Wittel al re del Portogallo (nel 1835), dalla regina di Spagna (nel 1841) al principe di Galles (nel 1859). «Fui a Tivoli - ha lasciato scritto Goethe - dove ammirai una delle somme visioni offerte dalla natura. Quelle cascate, insieme alle rovine e a tutto il complesso del paesaggio, sono tra le cose la cui conoscenza ci fa inferiormente e profondamente più ricchi». E la filosofia del Fai fa proseliti. Se ne dichiara conquistato il presidente della Provincia Enrico Gasbarra, che nei giorni scorsi ha dato il via al restauro del palazzo Rospigliosi di Zagarolo: un altro gioiello che presto andrà ad arricchire l'itinerario dei tesori disseminati nel territorio intorno a Roma.
Il risveglio di Villa Gregoriana, riapre a Tivoli dopo 10 anni
Villa Gregoriana, un parco di Tivoli, è stata chiusa e abbandonata per dieci anni. Il Fai ha restaurato il parco e ora è stato inaugurato con la presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il parco è stato restaurato con un costo di 4,5 milioni di euro e include la ripristinazione dei sentieri, delle grotte e della cascata. Il parco include anche un teatro naturale, un baratro profondo e un tempio di Vesta. Il restauro è stato possibile grazie al contributo di Unicredito, la Provincia e 1260 piccoli aderenti. La seconda fase del restauro inizia domani e prevede ulteriori lavori per un altro anno.
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