La banda sapeva come muoversi e conosceva bene le abitudini della famiglia e di tutti i dipendenti Le vittime: «Troppo informati, ci sorvegliavano» Ladri con passamontagna e visori a infrarossi, capaci di mettere ko il più sofisticato sistema d'allarme e di calarsi da qualche lucernario: il copione classico di un furto di opera d'arte. Ma non di questo. Ieri qualcuno è riuscito a portare via un quadro da villa Valmarana ai Nani facendolo sembrare un gioco da ragazzi. In realtà lo è stato sul serio. È bastato entrare da una porta lasciata aperta, staccarlo dal muro e poi andarsene con quadro e cornice sotto braccio. IL COLPO IN VILLA. In pochi minuti è sparito il dipinto in passato attribuito a Giovanni Battista Maganza e su cui ancora si discute se raffiguri Andrea Palladio. Nessuno si è accorto di nulla, i cani non hanno abbaiato, l'allarme non è scattato. Non avrebbe potuto, visto che a quell'ora, come tutti i giorni, era già stato disinserito. E sembra essere proprio questo il punto. Qualcuno doveva saperlo. Così come doveva sapere dove sono le telecamere, a che ora vengono liberati i labrador dai recinti, quando la foresteria viene aperta. Troppo a colpo sicuro perché possa trattarsi di una coincidenza.