VOLTERRA Stava diluviando da ore. Pioggia fitta e fine di inizio febbraio. Gocce che dal cielo si spaccavano sul muraglione, entravano negli anfratti, tra le pietre antiche, scorrevano tra le crepe. E giù giù fino alla terra viva sempre più bagnata, ridotta in poltiglia. Alla fine il costone non ce la fece a reggere il peso dei sassi e scivolò. In una notte, il temporale si inghiottì trenta metri di mura medioevali cancellando secoli di storia. Sono passati otto mesi dalla ferita, da quella notte di allerta in cui vennero evacuate undici famiglie e chiuse cinque attività in corrispondenza della piazzetta dei Fornelli. Il ricordo di quest'incubo è custodito nelle parole di Carlo Bigazzi, titolare del caffé affacciato sulla bella terrazza e più in là sulle balze. «Fu un rumore sordo, che non avevo sentito altre volte. Mi affacciai alla finestra di casa e vidi il baratro». La rinascita. Ogni caduta prevede una risalita. E la mattina di ieri sarà consegnata alla storia di Volterra. Perché dopo mesi di lavori ininterrotti, con turni continui (anche nei weekend), diciassette ditte impegnate e uno sforzo economico che ha messo a dura prova il bilancio del Comune via Lungo le Mura, quella lingua di asfalto che conduce alla Porta all'Arco è tornata percorribile. È stata aperta intorno alle 10 senza inaugurazioni o cerimonie ufficiali. «Il vero taglio del nastro - dice l'assessore ai lavori pubblici Paolo Moschi - sarà il 18 ottobre alla presenza del governatore Enrico Rossi». Per quella data forse la strada potrà essere percorsa dai veicoli. «Contiamo di riuscirci comunque entro la fine del mese». I lavori sono tutt'altro che conclusi. «C'è da consolidare il muraglione - dice l'assessore - e ci vorrà tempo. Poi, andranno riposizionate le pietre che si è inghiottita la frana». Al momento si trovano all'interno dell'ex asilo dei Cappuccini. I ritrovamenti. Nella distruzione Volterra è stata perfino generosa. Perché durante i lavori sono stati ritrovati nuovi reperti archeologici. In questi mesi intorno alla frana non c'erano solo gli operai ma anche gli archeologi della Soprintedenza. «Sotto la piazzetta dei Fornelli - ci aveva detto la delegata di Firenze Elena Sorge - abbiamo scoperto una capanna che risale all'epoca Villanoviana. Un bel regalo». I soldi. Per un Comune di 10mila abitanti, ma che pretende lo status di città, e l'attenzione dell'Unesco, farsi carico di un disastro del genere è stato massacrante. Palazzo dei Priori dalla fine di agosto sta pagando le diciassette ditte con anticipazioni di cassa; significa che su quei soldi saranno pagati degli interessi. Ad oggi, dalle casse del Comune è uscito un milione e 700mila euro, ma non è entrato ancora un centesimo sebbene siano stati stanziati tre milioni dalla Regione e uno dal ministero dei Beni culturali. Perché? Da palazzo civico devono ancora spedire a Firenze le rendicontazioni degli interventi effettuati dagli appaltanti. Ci stanno lavorando tutti ma all'ufficio lavori pubblici il personale oltre alla frana deve pensare all'ordinario e i dipendenti sono quelli che sono. «Non vado in ferie da quasi un anno», ci ha confessato il dirigente del settore. Eppure di finanziamenti ce n'è bisogno come il pane se è vero che serviranno sei milioni di euro per ripianare i danni di una notte di pioggia. Solidarietà. Quel che non è mancato a Volterra, però, è il cordone di solidarietà. In tantissimi, soprattutto dall'estero si sono prodigati ed interessati alla causa. A partire dalle città gemellate che hanno raccolto 30mila euro e che andranno agli sfollati dalla frana, dagli artisti locali che l'hanno fasciata di rosso (il colore della ferita), dalle istituzioni e dalle fondazioni. «Le sorti della città - ci ha detto Bigazzi - stanno molto a cuore ai turisti quasi più che ai volterrani. Appena entrano nel mio locale mi chiedono due cose: a che punto stiano i lavori alla frana e dove si trovi la fontana di Twilight». «Finalmente aperta via Lungo le mura, la vita riprende. Ringrazio tutti coloro che si sono dati da fare, a qualsiasi titolo. Volterra non è dei volterrani, ma di chiunque la ami. Questa città ha attraversato guerre, carestie, tragedie ma è sempre stata in grado di rinascere», scriveva ieri il sindaco Marco Buselli.
TOSCANA - VOLTERRA Al posto del baratro è tornata la strada
La città di Volterra è stata colpita da una frana che ha inghiottito trenta metri di mura medioevali, causando danni significativi. Dopo otto mesi di lavori, la strada è stata riaperta, ma i lavori non sono ancora conclusi. Gli archeologi hanno scoperto nuovi reperti archeologici durante i lavori. Il Comune di Volterra ha dovuto affrontare un disastro del genere, pagando con anticipazioni di cassa e ricevendo finanziamenti dalla Regione e dal ministero dei Beni culturali. La città ha ricevuto solidarietà interna e internazionale, con donazioni e raccolte di fondi. La vita riprende nella città, che è nota per la sua rinascita dopo guerre e tragedie.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo