LUCCA I Comuni di Lucca e di Capannori hanno inviato le proprie osservazioni alla Regione sul Piano paesaggistico. Lucca, pur riconoscendo il coraggio dell'atto, ha rilevato alcuni punti critici: la proposta ponendo la conservazione e la tutela come principali obiettivi strategici, rischia di ingessare il paesaggio negandone di fatto la vitalità e la capacità di esprimere le vocazioni delle comunità insediate. Secondo l'amministrazione Tambellini è necessario che il Piano paesaggistico abbia un valore strategico di più ampio respiro perché la difesa e la bellezza del paesaggio toscano sono sì veicolo di opportunità economiche, ma non esauriscono le domande di chi questo territorio lo abita oggi e in questo particolare momento storico di crisi strutturale. Non solo: l'amministrazione auspica anche un aumento del livello della semplificazione nella gestione dei processi burocratici. Tra le osservazioni il fatto che il Piano è stato redatto senza un reale e costante confronto con gli Enti locali (Province e Comuni), per i quali è quindi risultato un documento calato dall'alto. L'amministrazione evidenzia poi come il Piano neghi la distinzione tra governo del territorio e paesaggio, intendendo conformare le attività dell'uomo sul territorio attraverso l'unica lente della tutela paesaggistica che, secondo il Comune di Lucca, dovrebbe invece assicurare la compatibilità paesaggistica delle trasformazioni consentite e attuabili secondo gli strumenti urbanistici vigenti. Anche l'amministrazione guidata da Luca Menesini ha mesos i puntini sulle "i", mandando il messaggio di tutelare l'attività rurale del territorio e favorire il recupero di edifici dismessi anche per destinazioni diverse da quella industriale. Nel condividere l'obiettivo generale di salvaguardia del territorio proprio del Pit, il Comune di Capannori accogliendo anche le richieste delle associazioni di categoria del comparto agricolo, sottolinea la necessità di salvaguardare maggiormente l'attività rurale. Inoltre il recupero degli edifici industriali dismessi, che a Capannori sono numerosi, poiché nel Pit non si prevede la possibilità di riconversione di queste volumetrie per finalità diverse da quella industriale, l'amministrazione comunale chiede che sia consentito il cambio di destinazione d'uso. «In realtà è la permanenza dell'attività rurale a garantire più di ogni altra azione la valorizzazione del nostro paesaggio rurale - sostiene l'assessora all'urbanistica Silvia Amadei - chiediamo quindi che nel piano siano indicate le azioni che possano nuovamente e concretamente rendere attrattiva la produzione agricola, attraverso una riconsiderazione delle politiche agricole che non possono più essere orientate alla sola tutela e salvaguardia».