OGGI sarà aperto al Foro Romano il Vico Iugario, in occasione del bimillenario della morte di Augusto, e il pubblico potrà camminare, partendo dalla Basilica Giulia, sul suggestivo percorso che un tempo collegava la via Sacra al Tevere, scoprendo così nuove tracce della secolare vita dell'antica Roma. E non solo: sembra che ci siano novità anche per i Fori Imperiali. Ad annunciarlo è il sindaco Ignazio Marino: «Grazie alla ristrutturazione del Colosseo, il monumento è tornato al suo antico splendore. Ma penso che Diego Della Valle presto ci sorprenderà anche con altri atti di generosità verso Roma. Credo che abbia un forte interesse per aiutarci negli scavi dei Fori Imperiali». Scelto come quarta tappa del programma di celebrazioni per i duemila anni dalla morte dell'imperatore Augusto proposto dalla Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma, il percorso svela nuovi angoli, finalmente fruibili ai visitatori. «Concludiamo con un pezzetto di paradiso le attività del bimillenario augusteo ha spiegato ieri mattina Mariarosaria Barbera, soprintendente per i Beni archeologici di Roma Quest'area, fra il Tempio di Saturno e la Basilica Giulia, era significativa per l'ideologia di Roma e di cruciale importanza sociale e politica perché qui si svolgevano attività commerciali, civili e di governo». Grazie ai quattro anni di lavori che, tra indagini e restauro, sono costati un milione e 350mila euro, non solo è stato raggiunto l'obiettivo di restituire unitarietà topografica tra Foro e Campidoglio, ma si è riusciti a comprendere la spazialità originaria degli ambienti. «Abbiamo ottenuto questo risultato grazie al lavoro del team della Soprintendenza, delle imprese private e dei collaboratori esterni ha precisato la Barbera ora però bisogna garantire la manutenzione dell'area». La stratigrafia, su una profondità di 9 metri, messa in luce dagli scavi ha permesso di capire cosa accadesse ai tempi di Augusto lanciando, al contempo, lo sguardo oltre, lungo i secoli, perché l'antico asse viario è rimasto in uso fino all'età moderna. Dalla grandiosa struttura su due piani della Basilica Giulia alle "tabernae" (probabilmente usate come uffici) che ad essa erano collegate, dal tracciato, rimasto inalterato nel tempo, del Vico Iugario all'edificio altomedievale costruito agli inizi del X secolo, fino alle superfici colorate, oggi restaurate, tutta l'area rappresenta una straordinaria testimonianza di un passato la cui eco arriva fino ai giorni nostri. Per i visitatori, oltre ai pannelli esplicativi, ci sarà un ulteriore strumento: la "ForumApp", un'applicazione che la Soprintendenza, con Electa, ha realizzato per permettere anche ai meno esperti di orientarsi nell'area archeologica con tablet e smartphone. «La maestà e la sacralità di questi luoghi devono poter dialogare con la modernità ha concluso Barbera Il Foro Romano è un pezzo della città da vivere e non una zona da recintare per addetti ai lavori».