TERRICCIOLA In televisione per raccontare la sua ultima fatica letteraria, legata alle bellezze dell'Italia. A partire proprio dalla nostra zona. E poi, tra qualche settimana, un incontro con il ministro dei beni Culturali Franceschini: due mosse che porteranno alla ribalta il complesso degli ipogei etruschi di Terricciola. Le due tappe riguardano Luca Nannipieri, che ha da poco pubblicato il volume "L'italia da Salvare". Sarà proprio questo libro, il tema dell'incontro con il ministro Dario Franceschini. L'occasione è la presentazione del volume che avverrà al Tempio di Adriano a Roma. L'idea della Fondazione. I riflettori sul complesso degli ipogei di Terricciola, Nannipieri - e con lui Lorenzo Bacci, professione archeologo - li hanno puntati da tempo. Con un grido d'allarme che ancora non s'è concretizzato. ma che, porprio grazie a Lorenzo Bacci, adesso, potrebbe avere un'accelerata. «L'idea dice l'archeologo - è quella di realizzare una Fondazione che valorizzi il complesso, che lo faccia diventare un volano adeguado per attrarre, nella nostra aerea, del turismo». In primo piano uno degli aspetti più importante degli ipogei terricciolesi. «Sono spiega Bacci la testimonianza della storia del vino a Terricciola». E non solo: quel complesso potrebbe diventare un polo di promozione straordinaria, per Terricciola e per il resto della Valdera. Il grido d'allarme. «È un suicidio politico lasciare che i tanti ipogei di Terricciola, in gram parte tombe etrusche di notevole valore, trasformate nei secoli in cantine per il vino, rimangano come adesso, senza valorizzazione, nell'incuria più totale, con frequenti cedimenti e crolli». Questo diceva Luca Nannipieri, saggista e direttore del Centro di Studi umanistici dell'abbazia di San Savino, un un'intervista rilasciata a Il Tirreno, nel giugno del 2013. La situazione non è cambiata. Il complesso dei circa 200 Ipogei, abbandonato definitivamente intorno agli anni '50 del Novecento dalla popolazione locale, è tornato pian piano alla luce nel 2001, grazie al progetto di Lorenzo Bacci, responsabile del cantiere di Diagnostica Archeologica del Complesso degli Ipogei di Terricciola, maturato e condotto nell'ambito delle attività del Gruppo Archeologico Tectiana. Si apre da allora il cantiere di diagnostica archeologica, con l'obiettivo di comprendere, valorizzare e far diventare percorso museale questo interessantissimo ed evocativo mondo sotterraneo. Ma lo stato di conservazione del complesso è critico: nell'ultimo anno si sono verificati crolli e le varie infiltrazioni di acque chiare sono aumentate, nonostante che tutte queste criticità siano state più volte segnalate all'amministrazione locale, che allo stato attuale, come sostiene Bacci, «non si è ancora espressa sulle modalità di intervento per la sua salvaguardia». La questione della proprietà irrisolta. Nessuno si assume la proprietà dell'area. «Questo rischia di essere un complesso inesistente - spiega Bacci - perché né il Comune, né il demanio si esprimono circa la proprietà dell'area. E questo, purtroppo, esclude l'opera da ogni possibile finanziamento». Colpa del fatto che la zona interessata dagli scavi e dal percorso archeologico, non ha registrazioni ufficiali al Catasto: è sotterranea.C'è di più. Bacci sottolinea come, da quando sono iniziati gli scavi e l'opera di salvaguardia del gruppo Tectiana, nessun amministratore locale si sia interessato a valorizzare l'area. «Non c'è un cartello stradale che la indica - sottolinea il responsabile del cantiere di diagnostica archeologica - né un depliant che la pubblicizzi. Eppure sono passati dieci anni da quando è iniziata la nostra opera». Un'attività che, numeri alla mano, vanta circa mille visitatori ogni anno. «E in questa cifra - ci tiene a sottolineare Lorenzo Bacci - non sono incluse le visite delle scolaresche. Che sono davvero tante».