PORTOFERRAIO È iniziata la terza campagna di scavo archeologico nel sito di San Giovanni, all'estremità orientale della rada di Portoferraio, nel podere della famiglia Gasparri. Si tratta della continuazione del progetto che si è dato l'associazione Aithale. La ricerca è diretta da Franco Cambi, docente di Archeologia dei paesaggi presso l'Università di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana, dell'Università di Firenze Dipartimento di Scienze della Terra, della Scuola Normale Superiore di Pisa, del Laboratorio di Scienze dell'Antichità, del Cnr di Pisa, dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse e infine di Marco Firmati, direttore dei musei civici archeologici di Marciana, Portoferraio e Rio nell'Elba. Quindici in complesso i laureati e laureandi delle università toscane il cui obiettivo è fissato sulla ricerca archeologica, sulla ricostruzione dei paesaggi del passato e sulla comunicazione culturale. Il primo scavo iniziò nel settembre 2012, alla base del promontorio che si affaccia sul golfo da cui si erge la Villa romana delle Grotte, fondata nel I secolo a.C. e abbandonata già nella seconda metà del I secolo d.C. La decisione d'intraprendere una ricerca archeologica in quest'area è collegata alla presenza di uno strato cospicuo di scorie ferrose per le quali si ipotizzava il collegamento a un'area di forni fusori. Lo scopo di scavo risultava perfettamente confacente allo studio relativo alle antiche lavorazioni del minerale ferroso elbano oggetto del progetto Aithale. Invece a San Giovanni, in un sito fino a quel momento caratterizzato da un'intensa lavorazione dei minerali di ferro, viene riportata alla luce una fattoria romana in riva al mare. Siamo attorno al 100 a.C. Il quadro generale dello scavo cambia all'improvviso: alla ricerca non più di forni per la riduzione del ferro, ma cantine dove si produceva vino. «Questa fattoria dice Franco Cambi - rappresenta la pars rustica della soprastante villa delle Grotte. L'abbandono del sito è segnato da un incendio avvenuto nel I secolo d.C. Proprietario della villa delle Grotte e della fattoria di San Giovanni fu, probabilmente, Marco Valerio Messalla, condottiero, princeps senatus e, infine, fondatore di uno dei più importanti circoli culturali della Roma augustea. La villa passò al figlio adottivo Aurelio Cotta Massimo Messalino, che vi ospitò il poeta Ovidio prima della partenza di quest'ultimo per l'esilio nel Mar Nero». Per alcuni giorni di questa settimana il gruppo di archeologi sarà impegnato con attività di cantiere e di movimento terra con una moto-pala. L'area sarà dunque inaccessibile per motivi di sicurezza. A partire però dalla settimana prossima il sito potrà essere disponibile alla visite di studenti elbani e di appassionati, come è già avvenuto lo scorso anno.