ROMA - È "volontà" del Governo risolvere il problema del silenzio assenso sui beni culturali tutelati. Ad affermarlo è Rocco Buttiglione, ministro dei Beni e delle Attività Culturali, intervenuto stamani al Forum della Pubblica Amministrazione, secondo il quale la questione potrebbe essere sciolta nel ddl che accompagna il decreto sulla competitività. «Il principio del silenzio-assenso - ha detto il ministro - è sacrosanto perché il cittadino ha il diritto di sapere dalla pubblica amministrazione cosa può fare e cosa non può fare e non può essere tenuto in sospeso per decenni. Questo principio, però, soffre un'eccezione, quella del bene culturale, che non è soltanto un bene economico. «Il progetto del governo non includeva il silenzio assenso per la gestione dei Beni culturali, rientrato poi fortunosamente per via emendativa parlamentare. Contiamo di ripristinare questa posizione nel disegno di legge che accompagna il decreto sulla competitività». Nello stesso ddl, inoltre, potrebbe essere inserito il provvedimento sull'archeologia preventiva. «Vorremmo inserirlo in via emendativa in un progetto di legge già esistente -sottolinea Buttiglione -forse proprio lo stesso ddl che accompagna il decreto competitività. Diamo grande importanza all'archeologia preventiva, ed abbiamo la possibilità con costi bassi di realizzare una conoscenza preventiva utilizzando gli strumenti e la documentazione esistente per sapere prima cosa si può trovare quando si va a scavare». "Come ministro novellino non ho la pretesa di tracciare un bilancio definitivo sui risultati ottenuti dall'applicazione del Codice dei Beni culturali". Con queste parole Rocco Buttiglione, neo ministro per i Beni e le Attività culturali, ha inaugurato il convegno "II Codice dei beni culturali ad una anno dall'entrata in vigore", in corso a Roma presso il Forum P.A. 2005. "Il primo problema da affrontare è quello relativo all'unitarietà dell'azione politica del ministero dei Beni culturali, la cui riforma ha sancito il passaggio da un direttore generale a quattro diversi dipartimenti, e a livello regionale ha previsto l'attività di vari direttori generali - ha spiegato il ministro Buttiglione -. Si pone quindi la questione del coordinamento di questo nuovo sistema sul territorio; coordinamento che può funzionare solo quando chi viene coordinato riesce a fare cose che altrimenti non sarebbe in grado di realizzare, e glie ne viene riconosciuto il merito. E' fondamentale fornire sempre un valido supporto ad ogni livello di coordinamento perché altrimenti senza tale supporto non si realizzano le condizioni necessarie ad un coordinamento funzionale". "L'obiettivo - ha aggiunto Buttiglione - è di unificare le varie realtà del territorio garantendo un'offerta integrata di accesso ai beni artistici da parte di studenti e cittadini. Il bene culturale rappresenta, infatti, la "bibbia pauperum", ossia uno strumento in grado di formare la coscienza di un popolo e di sviluppare il senso di appartenenza culturale. Il primo importante risultato che si è attuato con l'applicazione del codice Urbani - ha continuato il Ministro - è stata l'integrazione tra pubblico e privato con la creazione della Fondazione del Museo egizio di Torino, testimone dell'efficienza e della vivacità che nasce dalla stretta collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Contiamo di replicare questa esperienza in altri contesti, applicando per esempio lo strumento della Fondazione alla valorizzazione dei "territori per aree'".