Per il Comune il braccio operativo sarà l'Accademia di belle arti: quasi pronto l'accordo Qualcosa si muove sul fronte della tutela del patrimonio di arte che Carrara possiede: e che, in molti casi, è alla mercé di vandali e ladri, come ha dimostrato la sparizione della Civetta di Robert Morris dal parco Padula (e questo è solo uno degli episodi più recenti). Il settore Cultura ha deciso: nel giro di breve partirà un'operazione di inventario dei beni artistici che si trovano sotto il sole. Braccio operativo, l'Accademia di Belle Arti. Ne dà notizia l'assessore alla Cultura Giovanna Bernardini, in occasione della commissione Cultura, presieduta da Enrico Isoppi, e che si è riunita mercoledì. «L'obiettivo è spiega l'assessore Bernardini avere un'inventariazione dei beni di interesse storico-culturale che si trovano nelle aree pubbliche. In parte l'abbiamo, ma vogliamo fare un passo ulteriore». Si tratta, appunto, di un inventario, non di una catalogazione: questa seconda (più impegnativa anche in termini di costi) arriverà, probabilmente, in un secondo tempo. Già sentita la Soprintendenza, già contattata l'Accademia, con la quale «si va verso un accordo» conferma l'assessore. Che aggiunge: «Lo facciamo anche se in effetti, non trattandosi di opere musealizzate (custodite o esposte nei musei, come quello del Marmo o il Cap.. ndr) non è competenza stretta di questo assessorato». Bensì del settore Patrimonio, a cui spetta il compito non solo di sapere quante sono, dove sono, quale valore hanno le opere sul suolo pubblico, ma noi crediamo anche di tutelarle. «La documentazione, insomma conclude Bernardini rimarrà ad uso del Patrimonio». Sarà l'Accademia a individuare al proprio interno persone e competenze per l'inventariazione; con molta probabilità saranno coinvolti studenti laureandi. Sarà insomma qualcosa di più rispetto a ciò che avrebbe fatto l'Economato e qualcosa di meno rispetto ad una catalogazione curata dalla Soprintendenza. Altra novità: il settore Cultura intende coinvolgere l'Accademia per mettere su un comitato tecnico-scientifico. Dovrà essere «uno strumento di garanzia della tenuta degli interventi e delle iniziative nel campo dell'arte spiega Bernardini e non solo quella contemporanea». A Palazzo civico rimarranno in carico "gli indirizzi", al comitato (composto per lo più da membri dell'ateneo) , invece, il compito di valutare bontà, efficacia, valore, «la tenuta», appunto, delle iniziative.