TRENTO Sono almeno una ventina i giovani che potrebbero trovare un contratto di lavoro nella gestione delle fortificazioni trentine. L'assessore alla cultura Tiziano Mellarini e il direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi, confermano la collaborazione tra Provincia e Fondazione per creare un consorzio, o meglio «un incubatore di impresa culturale» come lo definisce Ferrandi, che dovrebbe creare nuova occupazione. Mellarini e Ferrandi hanno illustrato alcuni obiettivi chiave per il Museo storico da sviluppare nei prossimi anni; tra questi una maggiore collaborazione con il Mag di Riva del Garda, il museo della guerra di Rovereto e il Castello del Buonconsiglio, la ricollocazione del patrimonio documentario e degli archivi della Fondazione, e la decisione di rendere permanente il format dell'officina dell'autonomia, il forum promosso da Ferrandi che negli ultimi anni «si è imposto come istituzione che sia soprattutto facilitatore di relazioni tra il territorio e il grande cantiere del terzo statuto dell'autonomia». Sulla gestione dei forti trentini la situazione è già ad uno stadio avanzato: l'approvazione dell'assessorato c'è, ora manca l'opinione delle amministrazioni comunali coinvolte che vogliono mantenere le esperienze positive già in corso, ad esempio con volontari e cooperative che ad oggi si occupano della gestione dei forti. «Inoltre si tratta di un'occasione per creare posti di lavoro per alcuni giovani laureati competenti in campo storico e dei beni architettonici dice Ferrandi ; ovviamente ciò che auspichiamo non è un monopolio gestionale, bensì una gestione mista tra pubblico e privato, nel nostro caso il consorzio Clio con cui già stiamo collaborando, in cui noi saremo il braccio operativo mentre il Museo della guerra di Rovereto sarà l'occhio scientifico».