TRENTO Cresce l'allarme per il taglio ai contratti dei collaboratori negli enti strumentali della Provincia. La delibera 1551 impone una riduzione del 10 delle spese e si teme per i lavoratori del Mart. Nel museo Rovereto sono 17 le posizioni a rischio. Nessuno sa cosa succederà per il 2015. «I contratti sono stati prorogati fino a dicembre, poi si vedrà in base alle decisioni della Provincia sugli stanziamenti all'ente e sui nuovi criteri di finanza pubblica» precisa Ilaria Vescovi, presidente del cda del polo espositivo. «Nessuna decisione è stata presa» avverte l'assessore Tiziano Mellarini. Il problema è che la norma ha effetti su tutti i contratti precari nei numerosi enti e spa collegati a Piazza Dante. «Serve subito un incontro» chiedono Cgil e Uil alla giunta. TRENTO Diciassette lavoratori del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, in forza come collaboratori co.co.co, non sanno se il loro contratto verrà rinnovato a partire dal primo gennaio 2015. Non lo sanno nemmeno, al momento né la Provincia né i vertici del polo espositivo che stanno cercando di capire come applicare nel concreto la delibera 1551 dell'8 settembre 2014. La normativa impone, tra le altre cose, una riduzione delle spese per le collaborazioni (il 10) a tutti gli enti strumentali di Piazza Dante. L'incertezza riguarda quindi tutti i co.co.co di una lunga serie di soggetti: oltre ai musei ci sono le agenzie, i parchi, il centro per i servizi culturali Santa Chiara, le società partecipate e le fondazioni. Particolarmente delicato il caso del Muse, per il quale il taglio è del 30 nel 2016 sul 2014 (i collaboratori stimati sono una sessantina). «Ancora nessuna decisione è stata presa» mette le mani avanti l'assessore Tiziano Mellarini parlando nello specifico del Mart. Numeri però ancora non ce ne sono. «Nella scelta terremo conto di quanto sia delicata la situazione dal punto di vista occupazionale» aggiunge. La nota del Mart In corso Bettini a Rovereto, sotto la grande cupola di vetro e acciaio disegnata da Botta, sono quasi in venti a chiedersi cosa avverrà per il 2015. Tra i dipendenti del museo, una sessantina in tutto, circola la voce secondo cui i contratti di collaborazione non saranno confermati l'anno prossimo. «Dipenderà dalle risorse che la Provincia darà al museo» sembra dire la presidente del cda Ilaria Vescovi nella nota inviata sull'argomento. «Tutti i contratti dei collaboratori precisa nella premessa sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2014». «La successiva evoluzione delle collaborazioni prosegue , indispensabili per garantire e valorizzare l'attività di una delle più importanti vetrine del sistema culturale trentino, potrà infatti essere meglio definita dopo l'approvazione da parte della Provincia degli stanziamenti a favore del Mart per il 2015, delle linee guida del prossimo triennio e dei nuovi criteri di finanza pubblica da applicare anche ai suoi enti strumentali». L'assessore Interpellato sul tema, l'assessore Mellarini cerca di fornire delle rassicurazioni. Il confronto con il museo è in atto e l'amministrazione sta approfondendo l'applicazione della delibera 1551. «Nessuna decisione è stata presa spiega Mellarini . Per il momento i contratti sono stati prorogati per ragioni tecniche fino al 31 dicembre. Stiamo conducendo valutazioni approfondite nell'ambito della fase di riorganizzazione degli enti». L'assessore allude al riassetto del comparto cultura che prevede, nel lungo periodo, l'istituzione di un cda unico per tutti i musei provinciali e la messa in comune di servizi amministrativi. La delibera approvata dalla giunta l'8 settembre impone però criteri stringenti per la riduzione della spesa sulle collaborazioni, e questo vale per tutti gli enti strumentali. «La spesa per collaborazioni dell'anno 2014 non dovrà superare la spesa dell'anno 2013; la spesa per collaborazioni di ciascun anno 2015 e 2016 dovrà essere pari a quella dell'anno 2013 ridotta del 10 per cento», si legge nell'allegato. Secondo l'interpretazione più immediata della norma, è chiaro che non tutti i posti di lavoro possono essere confermati. Su questo Mellarini non si sbilancia, ma conferma la criticità: «Nessuna scelta è stata fatta. Posso dire però che terremo conto della situazione difficile dal punto di vista occupazionale». Il quadro generale La delibera «Direttive sul personale degli enti strumentali» ha un effetto su tutto il vasto settore delle istituzioni collegate alla Provincia. Sono coinvolte sette agenzie (tra cui quella del lavoro), i tre istituti delle minoranze linguistiche, l'Iprase, i quattro musei, Mart, Muse, Buonconsiglio e Usi e costumi, l'Opera universitaria, il centro Santa Chiara e i due parchi, Adamello-Brenta e Paneveggio. Seguono le partecipate, 14 soggetti tra cui Trentino trasporti e Itea, e le fondazioni (nell'elenco Fbk e Mach). In Piazza Dante i tecnici stanno quantificando i numeri dei lavoratori interessati dalla norma sulle collaborazioni. «Abbiamo attivato i tavoli con le società di sistema» afferma il dirigente del personale Luca Comper. «Per capire i riflessi operativi della delibera, vedere quante persone sono coinvolte». Quello che nessuno vorrebbe quantificare è la percentuale di figure da non confermare. La settimana prossima dovrebbero svolgersi i primi incontri. Forti le pressioni da parte dei sindacati che hanno chiesto un chiarimento alla giunta e ai direttori dei dipartimenti provinciali.