Il ministro Franceschini: avevo preso l'impegno di valorizzare la reggia e l'ho rispettato La riforma del Ministero non penalizza Mantova: Palazzo Ducale è stato inserito tra i venti grandi musei con autonomia speciale. La reggia con i suoi 35mila metri quadrati di sale affrescate, gallerie, giardini e la splendida Camera degli Sposi, come è noto, non compariva nella lista diffusa con la prima bozza illustrata a luglio dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Da qui la levata di scudi da parte di forze politiche, economiche, società civile e importanti realtà culturali come Italia Nostra . Tutti uniti, insomma, contro il "declassamento" di un bene così prezioso. Per Mantova l'autonomia del Ducale ha il sapore di una conquista e permetterà anche di sviluppare ulteriori politiche di valorizzazione. Ma proprio il ministro Franceschini, in un'intervista rilasciata alla Gazzetta di Mantova il 18 luglio scorso, aveva anticipato la possibilità di una modifica. «Sto lavorando anche in queste ore - aveva precisato - per comporre un puzzle complicato di numeri imposti dalla spending review, di criteri e aspettative e credo potrò presentare al Consiglio dei ministri una proposta definitiva che includa anche Palazzo Ducale tra i musei guidati da un dirigente e dotati di autonomia». E infatti la riforma del ministero dei Beni culturali, approvata venerdì dal Consiglio dei ministri e presentata ieri, include appunto anche la reggia. «Avevo preso l'impegno di valorizzare Palazzo Ducale senza alterare le regole del decreto - ha detto ieri alla Gazzetta il ministro Dario Franceschini - Ho rispettato l'impegno, tutto qui». La riforma, che da quanto si apprende resta immutata nell'impianto centrale, prevederà come novità un maggiore contributo dei privati nella gestione e valorizzazione di siti e musei. Se Palazzo Ducale di Mantova figura tra i venti musei dotati di autonomia speciale, dalla lista esce invece il Museo Nazionale Romano. Nell'elenco aggiornato degli istituti e musei «di rilevante interesse nazionale dotati di piena autonomia gestionale e finanziaria, con direttori altamente specializzati e selezionati con procedure pubbliche» ci sono la Sovrintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'area archeologica di Roma (sotto cui viene ricondotto anche il Museo Nazionale Romano); la Sovrintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia; la Galleria Borghese; la Galleria degli Uffizi; la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma; le Gallerie dell'Accademia di Venezia; il Museo di Capodimonte; la Pinacoteca di Brera; la Reggia di Caserta; la Galleria dell'Accademia di Firenze; la Galleria Estense di Modena; la Galleria Nazionale d'arte antica di Roma; il Polo Reale di Torino; il Museo Nazionale del Bargello; il Museo Archeologico Nazionale di Napoli; il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; il Museo Archeologico Nazionale di Taranto; Paestum; il Palazzo Ducale di Mantova ; il Palazzo Reale di Genova.