Soddisfazione trasversale per il risultato della reggia gonzaghesca inserita tra i primi venti musei italiani: ora l'invito è a restare uniti MANTOVA. Soddisfazione è la parola che per prima corre di bocca in bocca: Palazzo Ducale è stato riconosciuto come uno dei primi 20 musei italiani e dunque dotato di autonomia dal ministro dei Beni culturali Franceschini. E da Renzi che su questo tema ha voluto dire la sua e messo il decreto in stand-by per un mese. Matteo Colaninno, deputato mantovano del Pd, è particolarmente contento che «sia stata cambiata la graduatoria iniziale tenuto conto di tutti gli aspetti, tra cui il fatto che il Ducale, oltre a contenere la Camera degli Sposi, è il museo più grande d'Europa dopo i musei vaticani». Colaninno apprezza molto il lavoro del ministro Franceschini, che ha accettato di riesaminare con pazienza il puzzle e di ascoltare le ragioni di Mantova. Un ringraziamento particolare lo rivolge al presidente Napolitano, al quale si era subito rivolto per informarlo, inviandogli poi una lettera firmata anche dal sindaco Sodano e dal vescovo Busti. «Il presidente della Repubblica ha voluto far trasmette la lettera al ministro e gli sono davvero grato dell'interessamento. In questa occasione si è anche vista l'importanza degli organi di informazione. L'editoriale del direttore della Gazzetta Paolo Boldrini è stato puntuale ed efficace. Insomma ha funzionato una reazione della città attraverso le sue rappresentanze». E' molto importante, aggiunge Colaninno, «il riconoscimento dello status di museo autonomo, uno dei venti più importanti d'Italia, ma ora bisogna andare avanti e sfruttare appieno le potenzialità di questa nuova condizione come del resto ha sempre fatto con grandissima dedizione e competenza la sovrintendente Giovanna Paolozzi Strozzi, cui credo debba andare il ringraziamento proprio di tutti». Esulta anche Marco Carra, deputato mantovano del Pd: «È una vittoria di (quasi) tutta Mantova - commenta il deputato - che ha saputo mobilitarsi e far gioco di squadra. Grazie al ministro Franceschini che ha dimostrato di avere la giusta sensibilità di fronte ad una altrettanto giusta rivendicazione. Palazzo Ducale di Mantova inserito tra i 20 grandi musei di rilevante interesse nazionale dotati di autonomia speciale è quello che ci voleva». Il sindaco Nicola Sodano parla di «risultato importante, ma anche giusto». «C'era stato un errore o forse una svista, a cui si è riparato, ma che avrebbe avuto conseguenze gravissime per la città. Ora, con l'autonomia di Palazzo Ducale, si apre una prospettiva nuova. Bisogna lavorare e creare una sinergia con palazzo Te. L'ideale sarebbe arrivare a una fondazione di tutti i musei della città come a Venezia». Il sindaco è soddisfatto del risultato raggiunto grazie all'impegno di tutti. «Vorrei ringraziare la sovrintendente Paolozzi Strozzi per le sue belle parole». Il presidente della Provincia, Alessandro Pastacci, è convinto che l'autonomia e il riconoscimento di Palazzo Ducale fra i primi 20 d'Italia sia «un risultato importante del lavoro convinto di tutti». Una apromozione che è una sfida per la valorizzazione di tutto il territorio mantovano. «Nel decreto approvato dal governo c'è anche un altro snodo: la possibilità di fare appello alle decisioni delle Sovrintendenze. Questo aiuterà molti Comuni ad avere un maggior dialogo. Finora a volte lo si è avuto, a volte il percorso è stato molto lungo e complicato». La vice di Pastacci, e assessore alla Cultura della Provincia, Francesca Zaltieri: «E' una vittoria delle istituzioni che si sono unite per una giusta rivendicazione e anche del dialogo interno al Pd. Sono grata a Franceschini e al governo. Si è dimostrato che c'è un metodo di lavoro serio, e che è possibile confrontarsi senza essere vittime di pregiudizi». «Finalmente è stata riconosciuta da Franceschini - afferma Fausto Banzi - l'importanza del complesso di Palazzo Ducale, grazie anche all'interessamento dei politici locali e all'articolata e accorata interpellanza dell'on.Franco Bordo di Sel, che ha richiamato tutti gli elementi di straordinaria eccellenza e di imprescindibile rappresentatività della Reggia dei Gonzaga, elemento indispensabile per l'identità culturale rinascimentale nazionale ed europea. La valorizzazione del patrimonio storico artistico della nostra città, come in Italia , è risorsa strategica per o sviluppo economico e sociale di tutta la nazione». Uno dei primi a lanciare l'allarme sulle gravi conseguenze di un possibile declassamento di Palazzo Ducale a uno dei tanti musei del polo museale lombardo con guida a Milano, era stato Sergio Cordibella, presidente di Italia Nostra. «Soddisfatto, certamente. Si è dimostrato che quando si crede davvero in qualcosa e si lavora tutti insieme, senza inutili divisioni, si possono ottenere risulati importanti. Bisognerebbe fare lo stesso per i temi del lavoro e dell'ambiente. Ma ora vorrei lanciare un'altra proposta: che l'attuale sovrintendente Paolozzi Strozzi, che ha lavorato tanto bene, resti alla guida di Palazzo Ducale almeno fino alla conclusione dei lavori di restauro, come prevede l'articolo 14 della riforma nota come Art Bonus per i beni coinvolti da calamità naturali. Ricordo che si sta lavorando alla torre nord del castello di San Giorgio, ma no nsono ancora arrivati i soldi per le atre torri e poi ci sono tante parti del Ducale ancora chiuse dopo il terremoto. Cambiare il comando ora e perdere chi consoce bene la situazione sarebbe un errore. Poi ben venga un concorso». Cordibella spiega anche l'importanza dell'autonomia. «Finora i soldi dei biglietti e di qualunque iniziativa di valorizzazine finivano al ministero che ridava a volte anche meno di quanto incassato. Ora i soldi resteranno al Ducale che potrà autofinanziarsi. Paolozzi aveva già iniziato, con grande serietà e rigore, su questa strada. ora si potrà fare di più. Sylvia Ferino, la preside4nte del Centro te, mi spiegava che il Kunshistorische di Vienna, da lei diretto, incassa denaro concedendo una parte delle sale per incotnri di imprenditori e altro. E non è certo u nmuseo poco autorevole!». Come Italia Nostra, anche il Touring Club Italiano si è molto speso per palazzo Ducale con la propria autorevolezza nazionale, e scrivendo una lettera a Franceschini. «Siamo molto molto soddisfatti - commenta il console mantovano del Tci Antonio Lodigiani - Era doveroso riconoscere Palazzo Ducale per il valore culturale, ma anche per i numeri che fa. E non nascondiamoci il fatto che Mantova è conosciuta in tutto il mondo per la Camera degli Sposi. E' eccezionale tutto il complesso del Ducale che, va ricordato, è rimasto integro e comprende anche la basilica di Santa Barbara, che è proprietà della Diocesi e non dello Stato, come il museo archeologico dove un tempo si trovava il teatro di Corte». E i volontari del Touring Club possono dirlo visto che con la loro presenza garantiscono l'ingresso dei visitatori in Santa Barbara.
Gazzetta di Mantova
1 Settembre 2014
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MANTOVA - Ducale autonomo, la vittoria è già sfida
MA
Maria Antonietta Filippini
Gazzetta di Mantova
Artista / Persona
Bene culturale
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