I progetti proposti dal Politecnico e dai Vigili del fuoco restano nel cassetto Così tra Cavallerizza e via Teatro Vecchio dominano guano, crepe e erbacce È uno spicchio di Palazzo Ducale in ombra e disgrazia, infestato dalle erbacce e aggredito dall'abbandono. Un parcheggio sconnesso nelle pieghe della città rinascimentale, ma solo per chi ha in tasca le chiavi del cancello. Difficile associare il cortile delle rimesse alla reggia gonzaghesca. Eppure. Per affacciarsi sull'abbandono basta imboccare via Teatro Vecchio da piazza Arche e percorrerla sino in fondo, dove la strada piega a gomito in via Scuderie Reali. Il cancello è sulla destra. Chiuso. Infilando il naso tra le sbarre s'inciampa nel fermento di un cantiere. Sorpresa. Il cartello del Demanio informa che sono in corso dei "lavori di adeguamento normativo, restauro e risanamento conservativo finalizzato alla razionalizzazione di parte dell'immobile demaniale denominato ex Caserma Gonzaga". L'edificio è quello che una volta ospitava l'ufficio tributario. Si avvicina un muratore. «Possiamo entrare a scattare qualche foto?». Il no è gentile ma fermo. L'uomo quasi si scusa, proprio non può. Fortuna che le sbarre sono abbastanza larghe e lo sguardo riesce a indagare i dettagli abbracciando una porzione generosa di cortile. Erbacce ostinate, alberi disordinati, una quindicina di automobili in sosta, le sbavature di muffa, la trama precaria delle pietre. Oltre il muro di cinta - sgangherata teoria di gabbiotti - c'è il lago inferiore. Le rimesse sono incastonate tra la Cavallerizza e il cortile delle scuderie, su cui si affaccia il Museo dei Vigili del fuoco. Inutile tentare questa scorciatoia, dal lunedì al venerdì il museo è visitabile soltanto su prenotazione. A offrire un'altra prospettiva è il Lungolago, di qua dal muro dei gabbiotti. Macchie, crepe, rughe, la cima anarchica degli alberi. Possibile che nessuno alzi un dito per questo spicchio di cortile? Per pretendere almeno la messa in sicurezza e la cacciata delle auto? Magari anche il taglio degli alberi. Una quindicina d'anni fa della cosa si era interessato il polo territoriale del Politecnico, d'intesa con il Demanio, la sovrintendenza di Brescia e la direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici. Fu tutto un fiorire di tesi, idee, progetti per il recupero dell'intero complesso dell'ex Caserma Gonzaga. Compresa la torre di Sant'Alò e la palazzina di due piani sospesa tra i due cortili. Oggi resta un robusto plico di documenti, nel fondo di un cassetto. A tuffarci il naso c'è da perdersi tra le carte e le foto degli interni (guano, carcasse di piccioni, assi traballanti). Tanta roba. Inizialmente il progetto prevedeva la realizzazione di un centro di ricerca per materiali ignifughi, d'intesa con il dipartimento dei Vigili del fuoco. Il Politecnico avrebbe voluto anche aprire un varco tra il cortile delle rimesse e il lungolago. Poi il progetto imboccò un'altra strada, sempre sulla corsia dell'innovazione: al primo piano del museo dei Vigili del fuoco era prevista l'apertura del Mantova Innocenter, centro ricerca e servizi di tecnologia e design. La firma dell'accordo per la concessione dell'ex Caserma Gonzaga al Politecnico è del 2008. In comodato d'uso gratuito per dieci anni. Con il cambio di rettore, però, l'accordo venne sospeso. Altre scelte. Così il Demanio affidò l'ex caserma al dipartimento dei Vigili del fuoco, che in agosto ha candidato il museo a un bando regionale. Il progetto prevede il recupero del piano superiore, dove allargare l'esposizione. E il cortile delle rimesse? Non pervenuto. Lo spicchio è rimasto al Demanio. Igor Cipollina
MANTOVA - Piange un pezzo di Ducale Degrado nell'ex Caserma
Il cortile delle rimesse dell'ex Caserma Gonzaga a Brescia è stato abbandonato e infestato da erbacce e auto. Il Politecnico e i Vigili del fuoco hanno proposto progetti per il recupero dell'edificio, ma nulla è stato fatto. Il Demanio ha affidato l'ex caserma al dipartimento dei Vigili del fuoco, che ha candidato il museo a un bando regionale. Il progetto prevede il recupero del piano superiore, ma il cortile delle rimesse rimane inattivo. Il Demanio mantiene il controllo dell'edificio. Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di un centro di ricerca per materiali ignifughi e l'apertura di un varco tra il cortile delle rimesse e il lungolago.
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