Sarà con tutta probabilità l'Unesco a dire l'ultima parola sulla realizzazione o meno del nuovo supermercato Esselunga a Porta Cerese. È questo il risultato del vertice che ha visto impegnati ieri tutti i soggetti pubblici coinvolti nella vicenda, un gruppo di lavoro che si è riunito in mattinata nel municipio di via Roma e che ha messo attorno a un tavolo il Comune di Mantova, la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, la soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, la soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova, la regione Lombardia direzione generale culture, identità e autonomie e il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (rappresentato dalla dottoressa Riccio). Motivo della convocazione, la definizione delle procedure e del metodo per rispondere appropriatamente alle richieste formulate dagli uffici Unesco di Roma in relazione al nuovo insediamento commerciale - con opere accessorie - che dovrà sorgere a porta Cerese al posto del vecchio palasport, a pochi passi da palazzo Te, in un'area la cui destinazione è stata trasformata in commerciale dalle precedenti amministrazioni. Dalla riunione degli enti è scaturita la decisione di inviare agli uffici Unesco un elaborato sintetico che illustrerà l'intero progetto. «A quel punto - spiega il sindaco di Mantova, Nicola Sodano -, tutti, da noi alle sovrintendenze, aspetteremo la deliberazione degli uffici Unesco». Cosa potrebbe accadere? «L'Unesco - chiarisce il primo cittadino - potrebbe decidere che il progetto vada bocciato a prescindere, oppure dare il proprio assenso. In alternativa, potrebbe dare un assenso di massima, chiedendo di apportare alcune modifiche al progetto». Ma la decisione dell'Unesco quanto potrebbe incidere sulla fattibilità del progetto? In teoria, nulla, visto che se ci fossero i via libera del Comune e delle sovrintendenze, il supermercato potrebbe venire comunque realizzato. All'atto pratico, invece, sembra che il verdetto degli uffici dell'istituzione legata all'Onu sarà determinante per il futuro del progetto. Infatti, se l'Unesco bocciasse Esselunga, rischierebbe di venire compromesso lo status di Mantova di sito patrimonio dell'umanità. Un'eventualità che nessuno vorrebbe che si verificasse. Per questo, alla fine, la parola dell'Unesco potrebbe essere decisiva per il nuovo supermercato. «L'iter del progetto - fa notare il sindaco - è però fermo ormai da circa sei mesi, proprio perché abbiamo inteso convocare questa riunione con tutti i soggetti interessati. Questo perché abbiamo sempre voluto procedere di concerto con tutti gli enti competenti in materia».