Tra le architetture dipinte i putti alati sulle balaustre sembrano rincorrersi allegramente. Figure di straordinaria bellezza animano la loggia. E basta alzare lo sguardo di un nulla per lasciare il verdeggiante berceau: l'illusione dilata i confini della volta e ci proietta in un cielo aperto tra altre figure angeliche. Siamo in uno degli ambienti della Rustica, l'appartamento progettato da Giulio Romano per Federico II Gonzaga a partire dal 1539. Uno spazio di palazzo Ducale, quello di cui parliamo, che si affaccia praticamente sul Cortile della Cavallerizza e dove sono appena iniziati i lavori di restauro. Questo ambiente cinquecentesco formato da due sale finemente affrescate oggi accoglie i ponteggi ma da diversi anni fungeva da deposito del museo Archeologico di Mantova. «Già nel 2011 però - spiega la sovrintendente Giovanna Paolozzi Strozzi - quando era sovrintendente il dottor Stefano Casciu, attraverso un progetto redatto insieme al dottor Stefano L'Occaso, si pensò di recuperare queste due bellissime sale. La Fondazione Cariverona ha erogato 70 mila euro e altri trentamila sono stanziati dal Ministero. L'intera cifra servirà, oltre che per i restauri delle sale anche per l'impiantistica, il recupero degli infissi e per la realizzazione di una piccola brochure». I lavori però non sono iniziati subito. «E' vero - continua - abbiamo avuto un po' di difficoltà a liberare queste sale perché l'Archeologico non riesce a tenere i reperti all'interno del museo e, dunque, ci siamo dovuti attivare per trovare fondi e altri spazi in Ducale proprio per garantire la conservazione di questo materiale. Ora, finalmente, sono iniziati i lavori sull'apparato decorativo sotto la mia supervisione e con il coordinamento del dottor L'Occaso». Contestualmente, conferma la sovrintendente, partirà anche il progetto di consolidamento strutturale della Rustica con i 400 mila euro stanziati da Arcus Spa. «Le sale che fino a ieri servivano da deposito dunque - conclude Paolozzi Strozzi - tra qualche mese diventeranno uno spazio museale». Fu proprio Giulio Romano a progettare l'impianto architettonico della decorazione prospettica della sala di "Cristoforo Sorte". A realizzarla fu appunto il cartografo, architetto e pittore veronese Cristoforo Sorte mentre Giulio Campi, probabilmente, eseguì alcuni dei bellissimi putti. Altra mano intervenuta sulle decorazioni potrebbe essere quella di Anselmo Guazzi (le figure al centro della volta). Ora le due sale, liberate dai reperti archeologici già trasferiti in un altro spazio del complesso palatino, sono oggetto di interventi di recupero. Nella Sala di «Cristoforo Sorte», uno spazio poco noto della reggia ritratto anche nel catalogo della mostra di Giulio Romano del 1989, da qualche settimana al lavoro c'è infatti la restauratrice Maria Giovanna Romano insieme al suo staff. L'équipe sarà impegnata fino alla fine di novembre in un importante progetto di restauro dell'apparato decorativo che riguarda anche la sala attigua. «L'idea della quadratura, ovvero la deformazione prospettica dell'architettura dipinta, con il berceau, l'apertura di cielo e le colonne tortili è sicuramente di Giulio Romano spiega Stefano L'Occaso, direttore del Castello di San Giorgio -. Si sa che Sorte era a Mantova in quegli anni perché l'artista stesso riferisce di aver realizzato, su disegni di Giulio Romano, una stanza con colonne in prospettiva all'epoca di Federico II. E questo circoscrive la datazione dell'impianto decorativo entro il 1540 perché Federico morì appunto nel '40. Potrebbe anche essere che questo lavoro si sia protratto per alcuni anni e abbia visto poi l'intervento di Anselmo Guazzi e di Giulio Campi ». Specie alcuni putti, come si diceva, potrebbero essere stati realizzati da Campi. «Questo ovviamente lo diremo con maggior certezza solo a restauro avvenuto spiega L'Occaso - certo è che la qualità di alcuni putti è straordinaria e gli incarnati delle figure non farebbero pensare a una mano mantovana». Nella volta si notano anche importanti lesioni che verranno "ricucite" e stuccate. Guardando dal basso la volta a padiglione si ha veramente l'illusione di essere in quel pergolato immaginato da Giulio Romano. Immersi da una vegetazione ricca, tra colonne tortili e piccole figure che le ornano, grappoli d'uva e putti danzanti. Il dipinto si trasforma insomma in una sorta di "spazio tridimensionale". E a fine lavori - come conferma la restauratrice - la bellezza della volta affrescata sarà ancora più evidente. «Questa sala - spiega Romano - aveva subito dei dissesti e il nostro intervento, che durerà circa tre mesi, prevede il consolidamento degli intonaci e anche la pulitura. Questa splendida opera è stata realizzata in parte ad affresco e in parte a secco, siamo di fronte a una decorazione di qualità elevatissima sia dal punto di vista del disegno che della realizzazione pittorica. In alcuni punti ci sono delle lesioni importanti e, in accordo con la sovrintendenza di Brescia che sta seguendo i lavori strutturali, faremo altri interventi di consolidamento sulle parti che lo necessiteranno». Pareti affrescate e un "dialogo" tra grandi artisti del passato. Si perché probabilmente in questa sala - come evidenzia L'Occaso - abbiamo una prova rara e significativa della collaborazione di Cristoforo Sorte e Giulio Campi all'interno di un'architettura dipinta progettata da Giulio Romano.
MANTOVA - Nell'ex deposito via ai restauri del soffitto giuliesco
La Rustica, un appartamento progettato da Giulio Romano per Federico II Gonzaga, è stato oggetto di restauri. Le due sale affrescate, che servivano da deposito del museo Archeologico di Mantova, sono state liberate dai reperti archeologici e sono state oggetto di interventi di recupero. I lavori sono stati iniziati e sono previsti per durare fino a novembre. La decorazione delle sale è stata realizzata da Cristoforo Sorte e Giulio Campi, e include figure di putti alati e un'illusione di un cielo aperto. I restauratori lavorano per consolidare gli intonaci e pulire la decorazione, che è stata realizzata in parte ad affresco e in parte a secco.
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