L'EX-chiesa di San Mattia, in via Sant'Isaia 14a, già cornice per belle mostre di architettura, riapre al pubblico inaugurando oggi alle ore 18 l'esposizione «La fabbrica dei sogni. Il bel San Francesco di Alfonso Rubbiani», ultimo atto delle manifestazioni per i cento anni della morte, avvenuta il 26 settembre 1913, dell'intellettuale che alla fine dell'Ottocento ridisegnò tanti monumenti di Bologna. In questa occasione si parte dall'archivio appartenente alla basilica inerente ai lavori compiuti a partire dal 1886 da Rubbiani e dalla sua "Gilda", la squadra di artigiani che lavorarono per ridare alla chiesa l'aspetto gotico. Nel percorso si ammirano così fogli originali e copie dei disegni delle decorazioni, la riproduzione di una delle grandi vetrate, piante e studi del Rubbiani. Poi ci sono le fotografie della chiesa distrutta dai bombardamenti dell'ultima guerra e i progetti per la ricostruzione, diretta dal soprintendente di allora Alfredo Barbacci. Ma la basilica è ancora un cantiere, danneggiata dall'ultimo terremoto: una navata è ancora transennata e ci sono diverse criticità come nella cappella di San Bonaventura. La soprintendenza sta compiendo rilievi e indagini preliminari per stabilire i lavori che saranno finanziati con il fondo UE per la ricostruzione. (p. n.)
Riapre oggi l'ex chiesa di San Mattia
L'EX-chiesa di San Mattia, in via Sant'Isaia 14a, già cornice per belle mostre di architettura, riapre al pubblico inaugurando oggi alle ore 18 l'esposizione La fabbrica dei sogni. Il bel San Francesco di Alfonso Rubbiani, ultimo atto delle manifestazioni per i cento anni della morte, avvenuta il 26 settembre 1913, dell'intellettuale che alla fine dell'Ottocento ridisegnò tanti monumenti di Bologna. In questa occasione si parte dall'archivio appartenente alla basilica inerente ai lavori compiuti a partire dal 1886 da Rubbiani e dalla sua "Gilda", la squadra di artigiani che lavorarono per ridare alla chiesa l'aspetto gotico. Nel percorso si ammirano così fogli originali e copie dei disegni delle decorazioni, la riproduzione di una delle grandi vetrate, piante e studi del Rubbiani. Poi ci sono le fotografie della chiesa distrutta dai bombardamenti dell'ultima guerra e i progetti per la ricostruzione, diretta dal soprintendente di allora Alfredo Barbacci. Ma la basilica è ancora un cantiere, danneggiata dall'ultimo terremoto: una navata è ancora transennata e ci sono diverse criticità come nella cappella di San Bonaventura. La soprintendenza sta compiendo rilievi e indagini preliminari per stabilire i lavori che saranno finanziati con il fondo UE per la ricostruzione. (p. n.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo