L'Autorità portuale presenta in anteprima il tracciato alternativo al Bacino di San Marco per le unità da crociera. Piace al governo, che dovrà decidere a metà ottobre. Cinque km di scavo, largo 100 metri, profondo 10, con isole lungo l'argine. Il presidente Paolo Costa: "Consentirà una rivitalizzazione della laguna" Grandi Navi e Venezia. Paolo Costa, il presidente dell'autorità portuale della città, nel presentare oggi (lunedì al pubblico) in anteprima il progetto per un nuovo tracciato che cancelli il passaggio delle love boat nel Bacino di San Marco - la situazione attuale, assai discussa - dice che la nuova rotta «non ha effetti significativi sull'assetto idraulico della laguna, conferisce quasi sei milioni e mezzo di sedimenti non inquinati per realizzare le opere di recupero morfologico della Laguna centrale e, novità, offre l'occasione di una rivitalizzazione naturalistica e paesaggistica, attraverso un ripopolamento ittico». Questi, in sintesi, i vantaggi per l'ex ministro dello scavo del canale Contorta-Sant'Angelo. Un intervento che, come ha chiarito sempre Costa prevede una durata dei lavori di 19 mesi, con un piano economico che fissa i costi dell'opera in 42 milioni per escavo e ricalibratura, 71 milioni per il recupero morfologico e 33 per i sottoservizi. "Ho una mia idea - ha detto al riguardo Costa - su come recuperare queste cifre, ma sta al governo decidere. In ogni caso credo che questo problema si possa risolvere nonostante la terribile situazione della finanza pubblica. E, comunque, è chiaro che tutti i lavori andranno poi in gara europea". LA PREMESSA Un passo indietro. Il progetto del tracciato - già esistente, da dragare - ha preso forza nella discussione sull'alternativa al passaggio di San Marco per i giganti del mare alla luce del decreto Clini-Passera, quello che ha vietato dal 2012 tale transito (in sospeso il ragionamento sulle navi di piccole dimensioni) e che ha rimandato poi l' applicazione del divieto alla realizzazione della stessa alternativa. Eliminato già in prima istanza una modifica parziale dello status quo, è emersa l'esigenza di mantenere come punto fermo la Stazione marittima e di trovare un altro canale di traffico per le navi, che oggi entrano ed escono dalla bocca del Lido e sfilano davanti a San Marco (per la felicità dei passeggeri). Nella ricerca dei percorsi possibili, il canale di Sant'Angelo-Contorta va bene a Confindustria Venezia, all'Autorità portuale, alla società che gestisce il terminal e ci sarebbe l'avvallo anche del governo, che deve decidere sul che fare a metà ottobre. IL PROGETTO Il progetto prevede cinque km di canale largo 100 metri, 200 con gli argini, profondo 10 metri e con materiale di risulta ai lati a creare isole artificiali, entrata e uscita dalla bocca di Malamocco. "Siamo partiti - ha spiegato il presidente dell'Autorità portuale- da un obiettivo non nostro, quello fissato dal decreto Clini-Passera e cristallizzato in un atto di indirizzo del governo, ma che abbiamo fatto nostro fino in fondo. E' stato un lavoro lungo, complesso e articolato, portato avanti in un clima non particolarmente favorevole, ma che ha cercato di rispondere a ogni passaggio di quanto ci veniva chiesto all'interno del nostro compito istituzionale. E lo sforzo che va fatto è quello della necessità di affrontare un problema complesso partendo dalla filosofia che, d'accordo, Venezia è laguna, ma nel contempo è anche, storicamente, porto. E, per rispondere a problemi complessi, la politica con la 'p' maiuscola non deve procedere a tagli con l'accetta, ma mirando a coinvolgere il bene collettivo". Costa ha quindi sottolineato che "trasformare il risezionamento del canale Contorta-Sant'Angelo in un progetto di recupero ambientale è una sfida in più che ci siamo dati, trasformando un vincolo in obiettivo", evidenziando che "il progetto è stato presentato per la prima volta l'8 marzo del 2012 e quindi si è perso qualche tempo, che cercheremo di recuperare". L'ALTERNATIVA DELL'ALTERNATIVA C'è un altro progetto depositato al ministero dell'Ambiente, sostenuto dall'ex vicesindaco di Venezia ed ex Sottosegretario degli Interni Cesare De Piccoli (con Duferco Engineering, società che fa capo al colosso dell'acciaio Duferco Group guidato dal presidente di Federacciai Antonio Gozzi), che vede invece le navi da crociera fuori dalla laguna. Ormeggerebbero ad una piattaforma offshore subito fuori dalle porte del Mose, passeggeri e bagagli farebbero spola col centro storico su barche. Un'idea che lo stesso presidente dell'Autorità portuale, Paolo Costa, aveva proposto anni fa quale possibile progetto di terminal container per l'Alto Adriatico. I DUBBI Il canale Contorta-Sant'Angelo incide sull'equilibrio della laguna, dicono gli ambientalisti. Quello di De Piccoli crea traffico aggiuntivo. Il fronte No Grandi Navi caldeggia uno stop alle love boat-giganti in laguna, per motivi d'impatto ambientale, di sicurezza e di estetica. IL BUSINESS C'è una guerra di cifre sulla reale ricaduta del mercato croceristico per Venezia, tra i diversi fronti, pro e contro le grandi navi in laguna. Uno studio recente, commissionato da Venezia Terminal Passeggeri e svolto da Risposte Turismo, indica in 428 milioni di euro annuo tale valore, e che "alla sola Venezia è ascrivibile il 54 della spesa diretta totale dell'Adriatico (274 milioni di euro su un totale di 507 milioni riferito all'Adriatico), un valore molto più alto considerando il valore aggiunto complessivo (ricaduta indiretta e indotta) che si aggirerebbe intorno ai 400 milioni". I dati 2013 indicavano per Venezia oltre 1,8 milioni di passeggeri e 680 toccate navi.
VENEZIA-Ecco il progetto per le Grandi Navi: "Un nuovo canale in 19 mesi"
L'Autorità portuale di Venezia ha presentato un progetto per un nuovo tracciato per le unità da crociera, che cancellerebbe il passaggio delle love boat nel Bacino di San Marco. Il progetto prevede cinque km di canale largo 100 metri, profondo 10 metri e con isole artificiali. Il presidente dell'Autorità portuale, Paolo Costa, afferma che il progetto non ha effetti significativi sull'assetto idraulico della laguna e offrirà l'opportunità di una rivitalizzazione naturalistica e paesaggistica. Il progetto è stato presentato in anteprima e il governo dovrà decidere a metà ottobre se approvarlo.
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