Il titolare del Mibact con Soragni: l'Aeronautica deve lasciarla Con ad attenderlo titoli di stampa che si riferivano a polemiche interne al suo partito (è stato il segretario provinciale del Pd, Raffaele Vitale, a mostrare il suo disappunto per il fatto che incontrasse il sindaco della città e non anche i livelli locali dei democrat) e a fatti di cronaca che riguardavano di striscio Palazzo reale (l'arresto dell'autore di un presunto stupro avvenuto all'esterno del monumento), il ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, è arrivato stamani a Caserta per presiedere un incontro operativo sul destino della Reggia ed insediare il commissario straordinario chiamato a gestire il sito. Ad attenderlo sotto i porticati del Palazzo di città erano proprio l'architetto Ugo Soragni, già direttore generale dei Beni culturali in Veneto, il sindaco Pio Del Gaudio. e la neo assessora alla Cultura con delega alla Reggia, Nicoletta Barbato. Franceschini, che ha preferito rinviare le dichiarazioni agli organi di stampaal termine dell'incontro, ha voluto aderire al reiterato invito di Del Gaudiodi mostrare interesse verso i progetti che la città ha preparato per il rilancio del monumento. L'interesse del Comune è quello di farsi parte attiva nei processi che d'ora in avanti riguarderanno la valorizzazione e la promozione della Reggia. Quello del Mibact, e la nomina di un commissario straordinario che avrà funzioni di amministratore all'interno di questo enorme «condominio» in cui trovano spazio anche realtà come la Scuola sottufficiali dell'Aeronautica militare, la Scuola Superiore della Pubblica amministrazione, l'Ente provinciale del Turismo, l'Associazione carabinieri d'Italia e altre ancora, è quella di tamponare le emergenze anche di carattere strutturale e di collocare il sito fra quelli che oggi nel Paese hanno una loro autonomia, senza più dipendere dalle Soprintendenze ordinarie. Prima di tutto questo, però, c'è da sciogliere il nodo delle presenze «estranee» all'interno del monumento. All'arrivo del ministro anche un piccolo contrattempo che, per fortuna, non ha avuto gravi conseguenze: la ressa di cronisti e fotografi quando è sceso dall'auto ha travolto una donna che transitava con un bambino tenuto per mano ed un altro nel passeggino. C'è stato solo tanto spavento e disappunto nella signora. All'uscita dal Comune, prima di risalire sull'auto che lo avrebbe condotto alla Reggia, il ministro ha scambiato quattro battute con i cronisti. Alle domande sul futuro dell'Aeronautica militare all'interno della Reggia Franceschini è stato risoluto: «La Scuola deve lasciare il monumento ma non lascerà la città di Caserta». Una precisazione, quest'ultima, fatta anche per spegnere sul nascere i timori per l'eventuale addio dell'arma azzurra alla città cui è legata da profondi vincoli anche di natura storica: la Scuola sottufficiali di Caserta è nata prima ancora dell'Accademia di Pozzuoli ed ha sempre avuto sede a Palazzo reale. Franceschini ha voluto allargare il discorso anche agli altri enti ospitati nel monumento: tutti dovranno traslocare, ha fatto capire, perché «la Reggia di Caserta è una grossa opportunità per la città e per il Paese e va rilanciata e valorizzata sia nelle parti interne che esterne».