Tivoli, dopo un anno di lavori terminato l'intervento del Fai. Oggi Ciampi all'inaugurazione TIVOLI Per Goethe era «una delle somme visioni offerte dalla natura. Quelle cascate, assieme alle rovine e a tutto il complesso del paesaggio, sono tra le cose la cui conoscenza ci fa interior-mente profondamente più ricchi». Questo senso di ricchezza negli ultimi decenni si deve essere smarrito perché l'orrido di Villa Gregoriana, un monumento della stagione romantica, è stato usato come discarica e il gioco emozionante delle cascate, con la spuma che apre chiazze di bianco in mezzo al muro verde della macchia, sostituito dal più prosaico scorrere di una fogna a cielo aperto. Ora la ferita è stata curata e si è rimarginata. Dopo un anno di lavoro e 2,7 milioni euro di spesa, il restauro curato dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano che ha acquisito in concessione il parco di Villa Gregoriana dal demanio, ha rimesso a nuovo il gioiello creato da papa Gregorio XVI che, dopo la disastrosa alluvione del 1826, deviò le acque dell'Amene allontanandole da Tivoli attraverso due cunicoli che formano la grande cascata. Un'opera di ingegneria grandiosa, mirata alla salvaguardia dell'equilibrio idrogeologico dell'intera area, che richiamò visitatori famosi da tutto il mondo, come testimoniano le numerose iscrizioni in marmo sistemate all'ingresso delle cascate e recuperate sotto lo strato di rifiuti e detriti portati dalle frane. Oggi il presidente della Repubblica riaprirà ufficialmente il parco. Ma per permettere a Ciampi, e a tutti i visitatori che da venerdì, pagando un biglietto di 4 euro, potranno ammirare di nuovo i paesaggi descritti dai viaggiatori del Gran Tour ottocentesco, è stato necessario un intervento che somiglia più a una bonifica che a un restauro. Come ha ricordato il direttore del Fai, Marco Magnifico, sono state portate a spalla, per un dislivello di 120 metri, 5 tonnellate di lavatrici, passeggini, rottami vari e 1.200 tonnellate di terreno franato e rocce pericolanti che sono state rimosse. Contemporaneamente sono stati riparati 750 gradini, consolidati900 metri di mu-retti in pietra, curati 2.300 alberi. Il risultato è una rinascita straordinaria del parco che, una volta rimossa la coltre di piante infestanti, è riemerso nel gioco delle balze di tufo scolpito dal vento e dall'acqua, delle pareti che corrono dritte verso il cielo per più di cento metri e degli inghiottitoi che si avvitano verso il basso trascinando l'acqua nelle profondità della terra. «Abbiamo restituito all'Italia una delle sue meraviglie, abbiamo recuperato frammenti architettonici e rovine classiche ma anche 3200 specie di piante che sono state tutte catalogate», spiega Tatiana Kirova, l'architetto che ha coordinato il restauro conservativo del parco per il Fai. «Ora c'è da fare il passo successivo: bisogna ritrovare la magia della vecchia strada dei viaggiatori dell'Ottocento ricostruendo, con itinerari privilegiati e protetti, la via dell'acqua che collega Villa Gregoriana, Villa d'Este, Villa Adriana, i palazzi rinascimentali di Tivoli e le opere di archeologia industriale come le vecchie cartiere». ANTONIO CIANCIULLO
Riapre Villa Gregoriana parco gioiello amato da Goethe
Il parco di Villa Gregoriana a Tivoli è stato restaurato grazie a un intervento del Fai, che ha speso 2,7 milioni di euro. Il restauro ha portato a rimuovere la coltre di piante infestanti e a riparare strade e gradini. Il parco è stato riportato a nuovo, con la ripresa del gioco delle cascate e delle rovine. Il presidente della Repubblica, Sergio Ciampi, ha inaugurato il parco. Il restauro ha anche recuperato 3200 specie di piante e frammenti architettonici. Ora, il prossimo passo è ricostruire la vecchia strada dei viaggiatori dell'Ottocento, che collegava Villa Gregoriana, Villa d'Este e altri luoghi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo