Quando gli archeologi della SOPRINTENDENZA si sono trovati davanti a due scheletri ben conservati all'interno della loro tomba, si sono ben poco stupiti. Nel cuore della chiesa di San Giovanni alle Catacombe, infatti, per la prima volta è stato allestito un cantiere duplice: di scavo e restauro. E non appena gli operai hanno iniziato a picconare, le meraviglie dell'antichità sono venute alla luce svelando aspetti misteriosi di un monumento, quotidianamente, sotto gli occhi di siracusani e turisti. Eppure, ancora da scoprire. E riscoprire. «Si tratta di un intervento complesso e delicato a cui stiamo lavorando con grande impegno insieme con una squadra specializzata di tecnici e restauratori - dice l'architetto Aldo Spataro, dirigente dell'Unità operativa Beni architettonici della SOPRINTENDENZA e responsabile dei lavori - che è iniziato da poche settimane e si concluderà a giugno 2015. Un progetto finanziato con i fondi Por per circa 900mila euro che mira a consolidare e mettere in sicurezza la Basilica ma anche a studiare la sua peculiarità architettonica che è davvero straordinaria». Non solo indagine archeologica all'interno di questo sito di grande fascino: lo stesso che incantava, nel Settecento, i grandi viaggiatori. La chiesa risale all'età bizantina ed era suddivisa in tre navate,, secondo il canonico schema, suddivise da file di colonne doriche. Per fare l'altare venne utilizzato un sarcofago capovolto, spostato dall'altare maggiore all'abside. Tra spoliazioni barbare, distruzioni e danni tra cui tre terremoti (1169, 1693 e 1908), la Basilica è giunta ai giorni nostri e conosciuta dai siracusani soprattutto come luogo per matrimoni en plein air eo scenario di suggestivi spettacoli. Un tempo si credeva che questa Basilica fosse un'antica Cattedrale della città, ciò che invece è certo è che l'edificio oggi sia il simbolo della stratigrafia culturale millenaria di Siracusa, ancora da studiare. «Il nostro intento è quello di consolidare la struttura architettonica - aggiunge Spataro - contribuire alla lettura del monumento che è stato protagonista solo di sporadici interventi di indagine dopo quelli di Agnello». E' infatti legato all'archeologo lo studio più corposo dedicato a questo monumento con particolare riferimento alla sua bellezza. Luigi Agnello scriveva infatti che la Chiesa di San Giovanni alle catacombe custodisse il rosone tra i più belli del Medioevo siciliano. Adesso, tocca ai tecnici moderni non solo garantire stabilità all'edificio oggi transennato dal ponteggio, ma anche la sua corretta conoscenza. Impegnati in questa operazione due ditte specializzate anche nel delicato restauro lapideo. E non è questo il solo grande intervento in programma. «Stiamo lavorando alla redazione del progetto di restauro - aggiunge l'architetto Aldo Spataro - della cripta di San Marciano, sotto la basilica. Qui si trovano affreschi di grande valore e bellezza, tracce di pavimento in marmi policromi e resti di colonne romane e capitelli lapidei che meritano certo di essere adeguatamente salvaguardati e messi in risalto». i. d. b. 25092014
SICILIA Scheletri umani e affreschi tra i tesori di San Giovanni
L'Unità operativa Beni architettonici della SOPRINTENDENZA sta lavorando a un progetto di restauro della Basilica di San Giovanni alle Catacombe a Siracusa. Il progetto, finanziato con i fondi Por, mira a consolidare e mettere in sicurezza l'edificio, che risale all'età bizantina, e a studiare la sua peculiarità architettonica. Gli archeologi hanno scoperto due scheletri all'interno della tomba, e gli operai stanno lavorando per restaurare l'edificio e scoprire aspetti misteriosi. Il progetto prevede anche la redazione del progetto di restauro della cripta di San Marciano, che contiene affreschi, pavimento in marmi policromi e resti di colonne romane.
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