ROMAPatrimonio artistico, pericolo scongiurato. Ieri sono state bocciate e ritirate una serie di norme che avrebbero messo a serio rischio la tutela dei beni culturali e del territorio italiano. Il punto principale riguarda la norma del silenzio assenso connessa alla realizzazione delle "grandi opere", norma già una volta neutralizzata dopo gli appelli del Fai, di Italia Nostra, e la denuncia di Salvatore Settis sulle pagine di Repubblica, ma riapparsa sotto altra forma nel maxi emendamento sulla competitività. Viene poi ripristinato l'obbligo per i commissari straordinari delle grandi opere di rispettare le regole comunitarie in materia di appalti, tutela ambientale e paesaggistica, del patrimonio artistico e monumentale. «Con l'abrogazione della norma che affidava ad una spala difesa del suolo il governo ridimensiona anche la portata di altre due norme scandalose: ha vinto il comune senso del pudore». Soddisfatto anche il neo-ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione: «Come ho ripetuto più volte era questa la volontà del Governo, che era già al lavoro per rimediare con un altro provvedimento legislativo. I beni culturali non sono semplicemente delle merci e, dunque, mentre il silenzio-assenso è una difesa giusta del cittadino contro una pubblica amministrazione neghittosa, nel caso del patrimonio culturale questo diritto deve cedere davanti alla tutela di beni che sono costitutivi della nostra identità».
DDL competitività: sparisce il silenzio-assenso, soddisfatto il ministro
Il governo ha bocciato e ritirato una serie di norme che avrebbero messo a rischio la tutela dei beni culturali e del territorio italiano. La norma del silenzio assenso connessa alla realizzazione delle "grandi opere" è stata neutralizzata dopo gli appelli del Fai, di Italia Nostra e di Salvatore Settis. L'obbligo per i commissari straordinari delle grandi opere di rispettare le regole comunitarie è stato ripristinato. Il governo ha anche abrogato due norme scandalose che affidavano ad una spala difesa del suolo il governo. Il neo-ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione è soddisfatto della decisione, che è stata considerata come una tutela della identità italiana.
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