AGGIUNGERE altri tasselli alla Reggia di Venaria. «Uno dei luoghi della bellezza italiana, una dimostrazione delle possibilità di rinascita» sottolinea il ministro alla Cultura. Dario Franceschini vuole investire su questo polo, non solo con grandi mostre, «ma con una collezione permanente che occupi in maniera stabile alcune sale dell'immenso complesso». Un'ipotesi, svelata al direttore del Consorzio, Alberto Vanelli, è la creazione del polo nazionale del Barocco italiano. I due si sono ritrovati nel cortile d'onore della Reggia, in attesa dell'arrivo dei ministri europei per il summit nella galleria di Diana. Con loro anche il sindaco di Torino, Piero Fassino. In una manciata di minuti hanno provato a immaginare che cosa potrebbe essere questo polo. Franceschini pensa ad un percorso dove il visitatore possa scoprire come si è sviluppato il Barocco nelle sue diverse forme, dall'architettura alla pittura, oltre alla scultura, e nei luoghi, dal Piemonte alla Sicilia, passando per Napoli. «Una sorta di viaggio rappresentativo dello stile Barocco in Italia, alimentato da opere e contributi che potrebbero arrivare da tutto il Paese», racconta Vanelli. Lo spazio non manca e la collezione permanente a tema andrebbe ad arricchire il bouquet della Reggia. Ora la questione passerà al segretario generale del ministero, Antonia Pasqua Recchia, anche lei a Venaria. Dovrà discutere un progetto con il direttore del Consorzio e presentarlo poi al ministro. Il tandem di testa della Reggia, il presidente Fabrizio Del Noce e il direttore Vanelli, hanno riproposto al ministro la questione «Venere di Botticelli». L'idea è quella di esporlo per tre mesi a Venaria in occasione dell'Expo. Proposta che è stata bocciata senza appello dal direttore degli Uffizi. A Firenze considerano il capolavoro «inamovibile». Ma il Consorzio ha fatto un'offerta interessante: «Abbiamo proposto agli Uffizi un prestito per un massimo di tre mesi per due milioni», sottolinea il numero uno Del Noce. Basterà per convincere i fiorentini? Difficile, bisognerà vedere cosa riuscirà a fare Franceschini, che non si era detto contrario, di fronte all'offerta concreta. Di sicuro il titolare della Cultura è rimasto estasiato, così come tutti i suoi colleghi europei, dalla Reggia: «Tutti i ministri dice Franceschini hanno apprezzato la straordinaria location. E hanno espresso grande soddisfazione per Torino, per la sua straordinaria ospitalità». E ha aggiunto: «Si parla sempre di ciò che non va in Italia, ma qui siamo di fronte a due eccellenze: Torino, passata da città con una vocazione industriale a capitale della cultura, e la Reggia di Venaria ». E visitando le bellezze di Torino al ministro è venuta l'idea di allargare l'apertura gratuita dei musei nella prima domenica del mese a tutte le strutture. «Bisogna arrivare ad un'offerta integrata, statali, civici, della Chiesa e privati dice Franceschini ad un turista interessa poco sapere di chi sia il museo, quanto avere un'offerta complessiva».