Caro Furio Colombo, ci dicono che il 21 settembre un milione di persone hanno marciato nel mondo per salvare il pianeta. In Italia avremmo dovuto marciare per lo "Sblocca Italia". Così tutti capivano che noi marciamo nella corsia opposta, per rendere libero e possibile ogni oltraggio all'ambiente. Angela In effetti l'insieme di misure, permessi e liberatorie inclusi nell'iniziativa del governo detta "Sblocca Italia" contiene una serie di inviti ed esortazioni al delitto ambientale che richiamano soltanto certe idee dell'organizzazione sociale di Berlusconi, moltiplicate e rinvigorite affinché i cittadini italiani non siano fermati da false timidezze. "Sblocca Italia" ci dice che dovunque si può picconare, si piccona, che dovunque si può trivellare si deve fare subito, che niente serve allo sviluppo e protezione della bellezza del paesaggio come un'autostrada, e che l'importante è aprire i cantieri. Prima si aprono i cantieri e poi si discute. Ci dice anche che puoi iniziare un lavoro che riguarda la tua casa ("padroni in casa propria" diceva mastro Berlusconi) senza chiedere permesso. Basteranno due righe al Comune, che comunque ha tagliato il personale e non sarà in grado né ora né mai di dare un'occhiata. Però è bello il principio: che cosa c'è di male ad alzare di un piano la tua casa, dotare le finestre di terrazze e abbellire il tutto con un portico? Naturalmente puoi infastidire o ingombrare lo spazio del vicino, ma quella è roba vecchia, concepita da burocrati che comunque, secondo la nuova legge Madia, se danno noia si spostano di 50 chilometri, che siano consenzienti o no. L'importante è che con un governo giovane e smagliante e anche un po' magico, come quello di Renzi chi può, afferri l'attimo fuggente. Sei una ditta di costruzione? Costruisci. Hai la casa, magari su un vicolo (la legge non va per il sottile)? Sviluppa. Due stanze e una soprelevazione non si negano a nessuno. Se pensate che le pupille degli occhi di questo buon governo sono autostrade che sventrano valli e rovinano paesaggisticamente intere regioni, come non capire l'invito, ad alto contenuto pedagogico? Fare finalmente senza chiedere permesso, per un paese irrigidito dalla legalità e dalla mania dei permessi in regola in ogni dettaglio e con ogni bollo, è una vera liberazione, anche se ci sarà chi, senza capire lo spirito del tempo, si ostinerà ad andare in municipio e farà perdere tempo a tutti con la sua idea di fare uno stanzino in più nella vecchia casa. È preferita, naturalmente, la costruzione nuova, lasciando liberi i cittadini intraprendenti di spingersi alle falde del monte e poi un po' più su (meglio se c'è un vulcano) e solo i gufi andranno in giro dicendo che poi il torrente si gonfia e trabocca e la rampa della montagna potrebbe venire giù, nelle due versioni italiane così efficaci nei telegiornali: piano piano, tanto che si può filmare in diretta, o a valanga, in modo che si vedono solo i detriti del dopo (ma impressionanti) e la ricerca dei "dispersi". Credo che il segreto del successo sia questo: è bello avere dei difetti, come fare tutto senza controlli e sottobanco, sperando che non ti becchino. Ed è bello vederli riconosciuti, questi difetti, fino a diventare legge. Così veramente un governo aggancia il suo popolo (o almeno quella parte di popolo che ha la vocazione di farla franca). La marcia per l'ambiente? Lasciamola fare agli americani. Loro hanno il Central Park intatto, chilometri di verde e neanche una casa, proprio in mezzo a Manhattan. Renzi starà dicendo che urge uno "Sblocca America". Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano 00193 Roma, via Valadier n. 42 lettereilfattoquotidiano.it
A DOMANDA RISPONDO - Sblocca Italia, una marcia italiana
Il governo italiano ha lanciato un'initiativa chiamata "Sblocca Italia" che invita i cittadini a costruire e sviluppare senza richiedere permessi o controlli. L'idea è stata criticata da alcuni, che la considerano un invito al delitto ambientale. L'autore del testo sostiene che il governo sta cercando di liberare i cittadini dalle "false timidezze" e di permettere loro di fare "cosa qualsiasi" senza preoccuparsi delle conseguenze. L'autore critica anche la marcia per l'ambiente, che considera inutile e che lasci il compito di proteggere l'ambiente agli americani.
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