Assunzioni capitoline Molti dei bambini nati nel 2009 hanno appena iniziato la prima elementare. Ma questi sei lunghi anni non sono invece bastati all'amministrazione comunale di Roma per assumere i venti "giovani" storici dell'arte che hanno vinto il concorso bandito appunto in quello stesso 2009. Nonostante alcune presunte irregolarità concorsuali (sulle quali indaga la Procura, che ha i suoi tempi), nel giugno del 2013 le graduatorie sono state finalmente approvate: e dunque il Comune potrebbe assumere i vincitori. E invece non lo ha fatto: prima per la necessità dell'approvazione del bilancio 2013; poi per la questione della stabilizzazione dei precari storici del comune, prioritaria rispetto alle nuove assunzioni; poi per il Salva Roma e il piano di rientro; poi per le elezioni europee e il rimpasto di giunta, con la sostituzione dell'assessora alla Cultura; poi per il bilancio 2014. Nell'agosto scorso l'assessora alla Cultura Giovanna Marinelli ha sbrigato la faccenda del Teatro Valle con passo di corsa e feroce determinazione, dichiarando che non si poteva aspettare neanche un giorno di più. E non minore capacità decisionali sono state manifestate nella nomina dell'assai discutibile Consiglio d'amministrazione che guida l'azienda speciale comunale del Pala Expo. Ed è davvero ben triste che il decisionismo usato per colpire un'esperienza straordinariamente positiva come quella della Valle o per confermare sul suo binario commerciale il mostrificio delle Scuderie del Quirinale non venga usato per risolvere una questione ben altrimenti urgente e grave, come quella delle assunzioni dei "giovani" storici dell'arte: uno strazio infinito, che tiene in sospeso venti vite e condanna alla rovina il patrimonio culturale romano, affidato a una soprintendenza comunale che ha in ruolo 29 storici dell'arte sui 50 previsti dall'organico. I vincitori ripetono da mesi: "Siamo dei professionisti, non più giovani, che possono vantare esperienze e titoli"; e aggiungono: "Abbiamo voglia di metterci al servizio del patrimonio, abbiamo competenze ed entusiasmo". Come si fa a non rabbrividire, ascoltando queste parole? E come fanno a non vergognarsi, in Campidoglio?