Ci sono voluti 592 giorni da quando il terremoto l'aveva gravemente danneggiata, ma grazie all'opera di un gruppo di volontari del paese, guidati da Elisabetta Tolomei e Ivano Mulini, la chiesa di San Frediano a Chifenti è stata riaperta. Ad officiare la messa, accanto al parroco don Giuliano Ciapi, è arrivato da Lucca monsignor Michelangelo Giannotti. Nell'occasione i parrocchiani ringraziano anche l'ex sindaco Francesco Poggi che aveva accolto la richiesta per il rifacimento del marciapiede e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che con il suo finanziamento ha reso possibili le opere. La chiesa già da diversi anni presentava un cedimento ben visibile anche ad occhio nudo in tutta la navata destra. Il cedimento aveva causato una serie di crepe sia sulla parete destra della chiesa, compresi il fonte battesimale e l'altare della Madonna, che sulle tre navate del soffitto. E si era verificato anche l'abbassamento di una parte del pavimento interno. Il 25 gennaio del 2013 era arrivata la scossa di terremoto che aveva causato un maggior aggravamento delle crepe. Il Comune per tutelarsi ha aveva emesso una ordinanza per chiudere la chiesa. A quel punto i cittadini si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di impegnarsi per poter riaprire San Frediano. Hanno fatto domanda alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca per avere un contributo e, ottenutolo, hanno cominciato i lavori. Il primo intervento è stato quello di consolidare le fondazioni con l'impiego di iniezioni di resine su tutta il lato destro della chiesa e parte del fronte e del retro. Il secondo intervento lo hanno fatto alle volte. Dal sopra hanno messo delle reti con i fili di acciaio e poi hanno consolidato il tutto, andando a costituire un unico corpo per ciascuna volta. Il terzo intervento è stato quello di risistemare il pavimento, togliendo le mattonelle rovinate e ripristinando il piano originale, quindi il rifacimento di tutto l'intonaco del muro interno. Il lavoro è proseguito con l'intervento sul marciapiede esterno, dove sono state messe le pietre. Infine la spesa più grossa, la ripresa di tutti gli affreschi, sia della navata destra che di quella sinistra, e la ripulitura dei due altari laterali e l'intervento sulle colonne e le pareti.Per ultimo i volontari si sono rimboccati le maniche e hanno pulito la chiesa restaurata. Un lavoro che ha richiesto due settimane, ma adesso San Frediano riappare in tutta la sua bellezza. Una soddisfazione per i volontari che, fatica a parte, hanno dovuto affrontare e superare tanti intralci dovuti alla burocrazia e ai rapporti con la Curia, la Sovrintendenza e il Comune. Emanuela Ambrogi